Torna all'indice! Pagina 3       

line.jpg (1662 byte)

SCHEDA BIBLICA
di Don Ugo Ughi

LETTERA A TITO

"Paolo, servo di Dio, apostolo di Gesù Cristo... a Tito, mio vero figlio nella fede comune". Così inizia la lettera di San Paolo a Tito, che ha lo scopo di sostenere il giovane collaboratore nella sua duplice missione
- di organizzare la comunità cristiana, sorta nell'isola di Creta
- di contrastare gli errori dottrinali e comportamentali, che vi serpeggiano.
Tito, figlio di pagani, è diventato cristiano per opera dell'apostolo Paolo, il quale, proprio per tale ragione, lo chiama "mio vero figlio nella fede". Questo sentimento di paternità e di maternità è molto forte in San Paolo. Egli chiama i cristiani, da lui guidati nell'accoglienza del Vangelo, "figlioli miei che io di nuovo partorisco nel dolore, finché non sia formato Cristo in voi" (Lettera ai Galati 4, 19).
Tale legame autorizza l'apostolo a rivolgere raccomandazioni, consigli, direttive, anche rimproveri, allo scopo di stimolare il cammino di fede e di sostenere la fede vacillante di comunità e singoli cristiani, provati e incerti nell'impegno della sequela del Signore Gesù.
Tito, come ricorda lo stesso San Paolo nella lettera ai Galati 1, 1-8, non viene obbligato a passare attraverso l'esperienza religiosa del giudaismo; non viene infatti circonciso, ed accompagna Paolo e Barnaba a Gerusalemme, allorché è affrontata proprio la questione della necessità o no di seguire la legge mosaica per essere e vivere da cristiani. Tito è per Paolo e Barnaba una figura esemplare, al fine di sostenere e difendere la libertà donata da Cristo a convincere che l'unica cosa necessaria per la salvezza è la fede nel Signore Gesù.
Non si hanno che poche notizie su Tito. Lo ritroviamo comunque messaggero di Paolo presso la comunità di Corinto, alla quale reca la lettera dell'apostolo, detta "lettera delle lacrime". A Corinto Tito riesce a riconciliare quei cristiani con San Paolo che è stato contestato in modo molto duro. Vi ritorna, ancora inviato dall'apostolo, per concludere la colletta a favore della comunità cristiana di Gerusalemme, ridotta all'indigenza, e per portare una seconda lettera, quella che noi oggi conosciamo come seconda lettera ai Corinzi.
A Creta Tito collabora con San Paolo nella predicazione del Vangelo e ivi resta per dispotismo dell'apostolo al fine di continuare l'attività missionaria e strutturare in maniera più precisa la vita delle comunità.
Rimane nell'isola fino a che non gli sarà dato il cambio da Artema o Tichico; allora raggiungerà San Paolo a Nicopoli per trascorrervi l'inverno.
Non abbiamo ulteriori notizie di Tito. Una antica tradizione afferma che sarebbe morto vescovo di Creta all'età di 93 anni.
Nella intestazione della lettera a Tito, San Paolo descrive, come fa anche altrove, i compiti dell'apostolo di Gesù Cristo, definito anche "servo di Dio":
- deve custodire e conservare nella fede gli "eletti di Dio", tali sono i cristiani, per vocazione. La fede, infatti, è dono di Dio da riconoscere, accogliere, coltivare, vivere
- deve sempre annunziare e diffondere la verità del cristianesimo, difendendo i fedeli dai falsi maestri che facilmente si insinuano all'interno delle comunità.
A fondamento di tutto sta la "speranza della vita eterna, promessa fin dai secoli eterni da quel Dio che non mentisce".
Tutto è basato sull'amore sempre fedele di Dio, roccia sicura su cui si costruisce l'edificio della speranza, di un futuro eterno di pienezza e di felicità.
La rivelazione divina raggiunge la sua perfetta espressione in Gesù: è lui che ora viene annunziato "per ordine di Dio, nostro salvatore". L'apostolo, il missionario, il cristiano autentico non può sottrarsi all'incarico che gli è stato affidato. "Guai a me, se non predicassi il Vangelo", ha scritto San Paolo nella prima lettera ai Corinzi 9, 16.
Tito è stato coinvolto in questo circuito di grazia e di servizio al Vangelo. A lui San Paolo augura "grazia e pace da Dio Padre e da Cristo Gesù, nostro Salvatore". Come a dire che l'inesauribile benevolenza e la salvezza di Dio, Padre amoroso, manifestate e donate mediante Gesù Salvatore, giungono con abbondanza a Tito, lo accompagnano nella sua vita e lo sostengono nella missione.
E' il conforto costante di Dio a dare forza e coraggio alla Chiesa e ad ogni servitore del Vangelo, secondo la promessa di Gesù: "Non vi lascerò orfani, ritornerò a voi" (Vangelo di Giovanni 14, 18). "Ecco, io sono con voi tutti i giorni..." (Vangelo di Matteo 28, 20).

 

Pagina PRECEDENTE

Pagina SUCCESSIVA