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L'ELETTROSMOG
E GLI APPRENDISTI STREGONI

La "querelle" fra l'Italia e il Vaticano, che le rispettive diplomazie si apprestano a risolvere con un compromesso che non soddisferà nessuno, appare inspiegabile per noi gente comune.
La Radio Vaticana, che è l'emittente più potente del mondo, ha una trentina di antenne alte fino a 100 metri in una superficie di 425 ettari, trasmette in una quarantina di lingue per 42 mila ore all'anno anche per via satellitare e via Internet e dà lavoro a 200 giornalisti e 400 dipendenti. È stata aperta a Cesano nel 1950 e gode di extra territorialità.
Da più parti è stato messo in relazione l'incremento notevole dei malati di tumore fra i 200 mila abitanti di Santa Maria di Galeria e Cesano, fra cui 36 mila bambini, e la robusta doccia elettromagnetica erogata dalle massicce trasmissioni di quell'emittente radiofonica.
Per contro, la Comunità scientifica ed il ministro della Sanità del governo italiano, Veronesi, che è un oncologo di fama mondiale, ci fanno sapere che non è scientificamente provato alcun nesso di causa ed effetto fra l'elettrosmog e l'insorgenza dei casi di cancro.
È ragionevole presumere che, per giungere a tale rassicurante affermazione, siano state condotte serie ricerche sulla popolazione sottoposta a massiccio e duraturo bombardamento elettromagnetico. È infatti solo così, col metodo di ricerca galileiano (provando e riprovando), che si possono raggiungere certezze assolute.
Ma la popolazione sottoposta a sperimentazione era consapevole di svolgere il ruolo di cavia? E, soprattutto, se non è stato adottato questo tipo di sperimentazione, come si può giungere all'affermazione che l'elettrosmog non ha nessun impatto serio sulla gente?
Le 200 mila persone interessate non possono certo sentirsi tranquillizzate dal fatto che non è scientificamente provato che le radiazioni elettromagnetiche causino il cancro.
Soprattutto quando i casi di insorgenza della terribile malattia sono in forte aumento.
Sarebbe pertanto opportuno che gli scienziati, quelli che non vogliono aver niente a che fare con gli apprendisti stregoni di goetiana memoria, dessero certezze o tacessero.
Ad ogni buon conto la Comunità Europea ha fissato a 6 V/m il limite massimo dell'elettromagnetismo consentito. E non si capisce perché la Radio Vaticana, che supera di 4 o 5 volte tale limite, non voglia attenervisi, quando le altre emittenti lo fanno.
Ma forse ci sfugge qualche dato del problema e il nostro ragionamento è campato in aria. Se così fosse, vorremmo concludere col Manzoni: "Credete che non s'è fatto apposta".

Enzo Bartolucci

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