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LIBERO ESAME DELLE SCRITTURE?

 

"L'inferno è un posto dove il cuoco è un inglese" (Oscar Wilde)

Il sociologo belga, Léo Moulin, ancora agnostico, aveva capito che la religione è ciò che più di ogni altra realtà sedimenta nella mentalità di un popolo. In seguito si convertirà al cattolicesimo. Gli scrittori cattolici Vittorio Messori ("Pensare la storia", ed. San Paolo, 1992) e Rino Cammilleri ("L'ultima difesa del Papa re. Elogio del Sillabo di Pio IX", ed. Piemme, 2001) fanno spesso riferimento alle sue conclusioni. Tutti poi conosciamo un celebre detto del laicissimo Benedetto Croce riguardo agli italiani.
Quella che è definita come "riforma" protestante, caratterizzata dall'introduzione del cosiddetto "libero esame" delle Scritture - rifiutando il Magistero infallibile della Chiesa cattolica depositaria della Verità tramite il Primato di Pietro - e della "salvezza disgiunta dalle opere" - illogica separazione della fede dalla morale - ha sortito più che altro l'effetto contrario. Un caso di eterogenesi dei fini secondo l'analisi storica di Giovanbattista Vico e filosofica del contemporaneo Augusto Del Noce.
Constatiamo innanzi tutto che la Chiesa cattolica è costituita pur sempre da uomini erranti per natura, tanto che abbiamo ultimamente assistito ad una nuova richiesta di perdono da parte del Papa, dopo quella solenne del Giubileo, riguardo alle colpe dei cattolici. Tutto ciò è d'esempio affinché altri compiano altrettanto. Inoltre, quanto segue non costituisce affatto disprezzo per le altre fedi e culture, in particolar modo quelle che si proclamano cristiane, né tanto meno per gli altri popoli.
Tornando alla "riforma" luterana, occorre riconoscere come la Chiesa romana - assistita, nonostante le sue debolezze, da Cristo risorto e dallo Spirito Santo operanti nel Mistero - era in passato sempre riuscita ad uscire dai momenti peggiori per opera di suoi fedeli ricchi di virtù, eliminando abusi e distorsioni: S. Atanasio; S. Francesco d'Assisi; sconfitta dell'eresia catara, socialmente pericolosa, tramite i domenicani.
Lutero non si limitò a denunziare la vendita delle indulgenze (pratica che si sarebbe potuta semplicemente sopprimere), ma creò una propria teologia, rifiutando peraltro di esporre le proprie tesi - pubblicate per la prima volta a Wittemberg la notte di Ognissanti del 1517 e diffuse in tutta Europa a mezzo stampa - al Concilio di Trento a cui era stato invitato. Sarà l'inizio di uno scisma che dividerà per sempre la Cristianità occidentale, la quale sarà anche sconvolta da guerre di religione.
La negazione da parte di Lutero del Sacramento della Confessione liberatoria e dell'esistenza del Purgatorio condurranno, grazie anche alla rielaborazione di Calvino, alla teoria della predestinazione: in pratica non dipende da me se sarò beato o dannato eternamente.
E questa sarebbe libertà? E la speranza dove va a finire? E la gioia di vivere? Molti avranno notato come nei Paesi angloamericani più che altro si bevono alcolici preferendo saloon e pub alla trattoria. Léo Moulin, sociologo dell'alimentazione, sostiene - facendo anche il confronto tra la cucina della Polonia cattolica ben più appetitosa di quella dell'ex Germania Orientale protestante, nonostante la medesima situazione climatica - che la predestinazione, mancante del perdono liberatorio della Confessione, ha condotto nei popoli protestanti alla perdita del piacere del cibo (ritenuto peccaminoso), tipico invece dei Paesi mediterranei e latino-americani. Spiega Moulin: "La tragedia del protestantesimo è che cala sull'uomo una cappa insopportabile. Dicendogli: `Salvarti è solo affar tuo, sbrigatela da solo con Dio', l'uomo si schianta sotto il peso terribile, oppure è costretto a fingere, anche con se stesso, una virtù che non può praticare. Da qui la famosa ipocrisia".
Inoltre, nel mondo anglosassone si scatenano gli hooligans, circolano affermazioni disperate tipo "no future", si è sviluppato il fenomeno del serial killer nel mondo latino un tempo sconosciuto, si mette a repentaglio la propria vita dandosi agli sport estremi (che purtroppo anche da noi suscitano crescente attrazione) e nei film polizieschi ambientati a Miami o Los Angeles il moribondo non chiede mai perdono, preferendo magari consumare la sua ultima vendetta. L'origine di tutto questo va vista nel dramma della predestinazione.
Un fenomeno che si è diffuso partendo da Oltremanica è il primato dell'economia di cui parla Max Weber: il successo economico è indice di salvezza eterna secondo la teoria calvinista del self made man, dell'uomo che si fa da sé. Ecco quindi l'individualismo e il disprezzo della carità verso le fasce deboli considerate sin d'ora "dannate".
Inoltre, la sessuofobia di Lutero diede origine al puritanesimo, che nella cristianità cattolica non esisteva, contando nella speranza della conversione grazie ai Sacramenti: ecco la ragione per cui gli scandali sessuali nel mondo anglosassone creano crisi di governo. Tuttavia, eccesso genera eccesso: proprio dagli USA e dal Regno Unito partirà la rivoluzione del '68.
Il "libero esame" inoltre ha istituzionalmente condotto da un lato alla frammentazione in migliaia di congregazioni, dall'altro alla sottoposizione della religione allo Stato di appartenenza (vedi l'anglicanesimo in cui il re funge da "papa" e il parlamento da "concilio"), originando così le Chiese nazionali, pronte a reprimere con l'ausilio della forza pubblica ogni dissenso. Lutero si servirà dei governanti di turno contro coloro che non la pensavano come lui: ma non aveva promosso il "libero esame"?.
Luterani e calvinisti istituiranno, contro i propri dissidenti, tribunali inquisitoriali spesso più temibili di quelli cattolici. La "caccia alle streghe", a differenza che nel cattolicesimo, ebbe nelle zone convertite alla "riforma" la sua più irrazionale manifestazione.
Anche i seguaci della Chiesa romana subiranno persecuzioni da parte dei governi protestanti; in ciò spicca il martirio di Tommaso Moro da parte di Enrico VIII.
Ai nostri giorni, negli ambienti del "libero esame" delle Scritture, convivono, quasi paradossalmente, secolarismo e fondamentalismo.
E ancora: i preti protestanti, aventi coniuge e prole, furono nel XX secolo maggiormente soggetti a ricatto dai regimi nazionalsocialista e socialcomunista (quest'ultimo nella Germania Est prima della caduta del Muro) rispetto a quelli celibi cattolici.
Tutto questo è sufficiente a spiegare le conversioni al cattolicesimo da parte di molti protestanti, che nel sacramento della Penitenza hanno trovato via d'uscita al pessimismo della predestinazione, e nella gerarchia ecclesiastica l'ideale intermediario - negato dal "sacerdozio universale" luterano - tra il Dio trino ed unico e la persona umana, rimasta altrimenti solissima davanti al Trascendente. Non sono tuttavia mancati, sebbene in misura minore, cattolici credenti nella predestinazione: il giansenismo.
Inoltre nel cattolicesimo continua a esistere la venerazione della Vergine Maria, Avvocata nostra, e dei Santi di cui Ella è Regina. I Santi non sono altro che esseri umani come tutti noi che, pur essendo magari caduti nel peccato, hanno avuto il coraggio di rialzarsi, cercando di migliorarsi e tendendo alla perfezione.
Infine, il "libero esame" porta necessariamente al relativismo secondo cui tutte le affermazioni, anche contrastanti fra loro, sono da ritenersi egualmente valide, violando il principio di non-contraddizione e quindi la razionalità, che rappresenta, insieme alla fede, un dono divino.
Nel dettaglio: la ragione prepara il terreno alla fede (che è pur sempre atto libero e responsabile) e la fede nella Rivelazione preserva la ragione dall'errore. E questo il Magistero infallibile della Chiesa cattolica ce lo ha sempre insegnato.

Marco Cingolani

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