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POLITICHE 2001
Commenti di un elettore che non vive più la passione politica
pur seguendola con critico distacco

Berlusconi ha vinto.
Se la memoria non mi tradisce nemmeno De Gasperi ebbe una maggioranza assoluta come la sua.
Berlusconi ha stravinto.
Peggio per lui.
E sì, perché se non saprà mantenere quanto ha promesso non potrà addurre giustificazioni di sorta e tanto meno trovare capri espiatori che lo assolvano dalle sue responsabilità caparbiamente cercate e quasi plebiscitariamente accordate dagli elettori italiani.
Berlusconi ha solennemente sottoscritto un patto con gli elettori, un patto fatto di punti programmatici ben precisi, chiari, inequivocabili.
Non era mai successo.
Si potrà non condividere la teatralità del messaggio propagandistico, ma ormai è acquisito che gli elettori l'hanno accettato e con il voto l'hanno sottoscritto.
Io non metto in discussione le capacità manageriali del nuovo inquilino di palazzo Chigi, nemmeno la sua ambizione legittima di sfruttare un risultato elettorale che promette di svecchiare la società italiana, di liberarla finalmente dalle pastoie della burocrazia, dal disordine e dall'insicurezza incrostati nel rapporto tra cittadini e tra cittadino e Stato, dai potentati professionali che la vessano da secoli e dalle spese improduttive di una clientela politica parassitaria che con le sinistre hanno toccato livelli mai raggiunti.
(Al riguardo permettetemi una divagazione: c'è qualcuno che si è posto il problema di monetizzare quanto pesa sulle spalle del contribuente il "sottobosco" parassitario dei carrozzoni creati ai vari livelli istituzionali?
E le prebende (guadagno facile e senza fatica) di amministratori istituzionali vecchi e nuovi che, con le sinistre al potere, hanno raggiunto livelli a dir poco scandalosi?
Ai miei tempi gli amministratori locali potevano essere associati all'ONLUS, associazioni senza scopo di lucro.
Iniquo fu il trattamento di allora, ma ancor di più l'esagerazione di oggi).
L'inciso è importante poiché lo ritengo tra i fattori più responsabili della sconfitta dell'Ulivo.
Ritorno all'argomento.
Io attendo di valutare Berlusconi leader nel rapporto con i suoi "collaboratori", con una "ciurma politica" che scalpita e che soffre nel frenare la sua smania di protagonismo.
Se Berlusconi riuscirà a mantenere compatta una squadra ricca di comprimari dovremo prendere atto di trovarci in presenza di un vero capo carismatico, di un leader, di uno statista.
In fondo proprio su questo punto debole della maggioranza uscita dalle urne di domenica 13 maggio l'opposizione riserva tutte le sue possibilità di rivincita.
E a proposito di opposizione non posso tacere l'impressione che ho tratto dalla lunga vicenda elettorale.
La propaganda più convincente nei confronti di Berlusconi l'hanno fatta gli avversari: Rutelli e la numerosa ed eterogenea schiera raccolta nell'Ulivo.
Fondare la propaganda sull'unico argomento della demonizzazione dell'avversario è stato un autogol imperdonabile che ha evidenziato una carenza di argomenti programmatici convincenti e lo stato confusionale dell'organizzazione propagandistica che ha coinvolto a sproposito i mass-media e gran parte dell'intellighentia che ha sempre affollato le manifestazioni della sinistra.
Dalle urne è uscito un dato molto significativo, inaspettato e confortante: la crescita del centro moderato (la Margherita per intenderci) che ha quasi raggiunto i diessini.
Questo risultato farà molto parlare nei giorni a venire, anche se al momento i commentatori l'hanno attribuito all'effetto di traino della candidatura di Rutelli.
E ciò potrebbe essere plausibile poiché il fenomeno si è verificato anche nel centrodestra con il vistoso risultato di Forza Italia per merito della candidatura di Berlusconi.
Ci sarebbe ancora tanto da dire specie sul costume propagandistico che mi ha riportato alla memoria la campagna elettorale per le politiche del 18 aprile del 1948.
Per ragione di spazio me ne asterrò.
Ma come potrò dimenticare l'argomento della riforma elettorale per il quale tanto ho già speso sulle pagine di questo ospitale periodico? Se Berlusconi riuscirà a introdurre in Italia il PROPORZIONALE CORRETTO (alla tedesca) riceverà anche la mia personale simpatia.
Ma lo farà? I risultati di queste elezioni mi rendono scettico.
Non posso dimenticare il penoso travaglio di alcuni amici miei, cattolici osservanti, "costretti", pena l'astensione, a votare un ateo, un vecchio comunista convinto, un divorzista, un abortista, un personaggio compromesso, non pentito, con il cosiddetto socialismo reale di ieri e di oggi.
Mi rattrista il fatto che a Pergola non ci si è limitati a votarlo; lo si è platealmente e "orgogliosamente" sostenuto ignorando l'offesa a quanti, 50 anni fa, lottarono per risparmiare agli italiani l'esperienza storica delle cosiddette repubbliche democratiche popolari dell'Oriente europeo.
L'età verde dei responsabili scusa parzialmente l'iniziativa inopportuna e non dovuta. Il mondo cattolico locale non ha bisogno di acuire ulteriormente il solco profondo che lo divide.
N.B.: Questi commenti sono stati scritti nei giorni successivi alle elezioni. Quando e se verranno pubblicati come periodicamente esce questo mensile avranno perso freschezza e interesse.

peppe lombardi

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