Torna all'indice! Pagina 16        

  

    Un libro al mese...

a cura di Giuseppe Milito

"GENTE DI DUBLINO"
di James Joyce (1882-1941)

Lo squallore e il degrado; la crisi spirituale, politica e sociale di una città; l'avvilimento, la delusione e la frustrazione; la noia e l'angoscia; l'accidia e l'aridità: c'è solo l'imbarazzo della scelta in questa raccolta di racconti che narrano avvenimenti privi di rilievo e apparentemente banali.
Viene raccontata la vita quotidiana e viene osservato il comportamento umano. I personaggi vengono analizzati nella loro impossibilità di evadere da una prigione di noia e di aridità di sentimenti. Dublino è il centro di una paralisi spirituale diffusa in tutta l'Irlanda. I personaggi sono vittime di una situazione di degrado dalla quale non riescono a uscire. Tutti i tentativi sono falliti in partenza perché appena un individuo più intelligente degli altri cerca di fare qualcosa per cambiare, tutto l'ambiente si coalizza contro di lui e lo costringe al silenzio.
Vi chiederete perché vi parlo di un libro così angosciante. Non lo faccio certo per provocare delle crisi di depressione, ma per fare una riflessione su quello che sta succedendo in Italia. Ho l'impressione che anche nell'Italia del XXI secolo stia succedendo qualcosa di simile all'Irlanda dei primi anni del XX. Ultimamente ho assistito a troppi episodi sconcertanti e ho sentito troppi discorsi deliranti accolti come se fossero cose normali. Ho visto poche reazioni e molte facce inespressive. Sembra che si possano dire e fare le peggiori sciocchezze tranquillamente, tanto tutto è normale.
Mi è venuto un dubbio: vuoi vedere che anni e anni di lavaggio del cervello televisivo hanno fatto effetto? Cantavano Gaber e Jannacci: "Come ti chiami, da dove chiami, siam diventati tutti scemi, con Berlusconi e con la RAI". Guarda caso, questa canzone non ha avuto il successo che avrebbe meritato. Guarda caso, in Italia bisogna andare in televisione per rivendicare i propri diritti, pagando un prezzo ai dati auditel. Guarda caso, il "Grande Fratello" è stato inserito tra i programmi culturali e Cecchi Paone si è incavolato come una bestia. Guarda caso, il TG5 ha preannunciato la contestazione di Cecchi Paone, in modo da aumentare l'ascolto della serata dei telegatti. Ma vi rendete conto che fino a vent'anni fa la televisione trasmetteva Verga, Svevo, De Filippo, Pirandello, Goldoni, Tolstoj e Dostoevskij in prima serata?
La gente di Dublino che si è bevuta il cervello è schiava della corruzione. In Italia siamo schiavi delle idiozie televisive e di chi le ha inventate. Ci siamo capiti.

           

Pagina PRECEDENTE

Pagina SUCCESSIVA