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Quante volte andando al ristorante ci è stato proposto il carpaccio di manzo o un pesce in carpione magari accompagnati con delle carote in insalata. Piatti semplicissimi, ma tutti con una storia e delle caratteristiche che pochi conoscono. La carota, ad esempio, chi non la conosce? Pochi però sanno che la fama di questa radice dell'Ombrellifere, risale al Rinascimento con una varietà quasi bianca che oggi non esiste più.
La carota delle nostre tavole sarebbe entrata in uso nell'Ottocento con le varietà più diffuse, quella lunga di Albenga, la mezza lunga Nantese, quella piccola e tondeggiante denominata Parigi. Matura da marzo a novembre; in primavera si raccolgono le carote novelle, mentre in inverno si consumano le carote lunghe e grosse, di sapore meno nobile, molto spesso spugnose e legnose. Ha delle caratteristiche nutrizionali eccezionali. Mangiata cruda a digiuno o frullata è disintossicante e combatte l'invecchiamento. Contiene il betacarotene, precursore della vitamina A, che agisce da antiossidante, rassoda la pelle, previene le rughe e migliora la vista. Oqni 100 g contiene solo 35 calorie, ma è ricca di sali minerali e vitamine. Preziosa per la cura dell'anemia e delle ulcere duodenali, rappresenta un ottimo alimento per i bambini e per le puerpere perché aumenta la secrezione lattea, rendendo il latte più nutriente e sano.
In cucina le carote grosse vanno pelate con un pelapatate, mentre le piccole vanno solo strofinate sotto l'acqua corrente. Le troviamo in moltissimi piatti: nei soffritti, nelle insalate, cotte a vapore e stufate. Si usano come decorazione, nella preparazione di confetture particolari, e se essiccate vengono torrefatte e usate come surrogati del caffè. Nei dolci si abbinano a meraviglia con mandorle e nocciole tritate. Sono di facile conservazione e se si ammosciano possono riacquistare la fragranza tenendole a bagno in acqua fredda per qualche ora.
Il Carpaccio fu inventato da Cipriani nel 1950 presso l'Harry's Bar di Venezia. Il Cipriani fu ispirato dai quadri di Vittore Carpaccio, (noto pittore veneziano del Rinascimento), ricchi di toni rossi e gialli, e dalla necessità della contessa Amalia Nani Mocenigo di mangiare carne, ma assolutamente non cotta. Probabilmente il piatto trae le sue origini dalla tradizionale carne all'Albese, carne di manzo fatta a sottilissime fette, condite con citronette all'aglio, funghi porcini o ovuli o tartufo insieme a scaglie di Parmigiano Reggiano.
La ricetta originale di Giuseppe Cipriani consiste in sottilissime fette di carne di manzo disposte su un piatto e decorate con una salsa che lui chiama universale, fatta cadere dall'alto in modo da tracciare un disegno astratto a piacere. Sembra che i Cipriani si ispirino a Kandinskij. Il Carpaccio è un piatto nutriente, perché composto da carni bovine giovani e magre, ricche di proteine, ferro, potassio, e vitamine del gruppo B, che hanno una forte azione antianemica. Diventa piatto ipercalorico aggiungendo della maionese arricchita con senape o addirittura panna fresca con alcune gocce di limone, Cognac o Whisky e tabasco. Nel mio ristorante Il Giardino, il carpaccio, che può essere anche di pesce crudo, viene condito con olio extra vergine di oliva, sale pepe e succo di limone e guarnito con foglie di verdure. Può essere proposto anche scottato e condito con erbe aromatiche.
Il Carpione è invece un antipasto fatto di pesce infarinato fritto e posto sotto marinatura con olio, aceto, cipolle o aglio e spezie, per almeno 24 ore. Si possono aggiungere pinoli, uvetta rinvenuta nel vino bianco, zafferano o dadini di frutta candita. Questo antipasto conservato in un luogo fresco, può mantenersi alcuni giorni.
Il nome deriva dal carpione, pesce di acqua dolce molto pregiato, con un glorioso passato sulle tavole di nobili, papi e re. Nelle Corti d'Europa per avere un sufficiente stato di conservazione, i preziosi carpioni venivano fritti e conservati in cestelli di legno sotto una sorta di marinata d'aceto caldo, sale e alloro. Dal nome del pesce prende il nome la pratica di conservazione per tutte le vivande comprese le verdure e le carni: in Veneto si chiama saor, in Liguria scabeccio e nelle regioni meridionali scapace.
Nel corso dei secoli all'aceto si sono aggiunte verdure, spezie, erbe aromatiche, uvetta, zucchero. Anche nelle nostre campagne, soprattutto d'estate, gli alimenti venivano conservati per alcuni giorni, con la tecnica del carpione. I marinai utilizzavano questo tipo di marinata con la cipolla per conservare il pesce durante il periodo di permanenza in mare e credevano che servisse anche ad evitare lo scorbuto. Si tratta di una lavorazione alquanto pesante e di difficile digestione. E i vini? Bianchi, freschi, profumati per il Carpione, rossi, morbidi e giustamente tannici per il Carpaccio. E le birre? Io consiglio le italianissime Baladin: la super Baladin per il carpaccio, una birra doppio malto con delicatissime note di amaro, e la Wayan Baladin per il carpione, una birra prodotta con 5 cereali diversi dotata di classe unica.

Massimo Biagiali

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