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Quello della disoccupazione è il problema dei problemi
e non solo in Italia.
Da tempo governi, forze politiche, economisti,
Confindustria, sindacati e quant'altri,
sia pure con accentuazioni diverse,
vanno proclamando che l'unico, il solo
modo per risolverlo è quello
della mobilità o flessibilità
dei lavoratori. E quindi bisogna dare
il benservito all'articolo 18 dello
Statuto dei lavoratori che in qualche
modo ne tutela i diritti.
Così le imprese, liberate da
lacci e laccioli, ossia con piena libertà
di assumere e licenziare, aumenterebbero
gli utili, si espanderebbero ed assumerebbero
manodopera, naturalmente flessibile.
E tutti vivrebbero felici e contenti.
C'è da dire che gli utili di
molte imprese, grazie all'abilità
degli imprenditori ed agli aiuti dello
Stato, cioè nostri, in questi
ultimi anni non sono stati malvagi.
Pare addirittura che siano stati i più
copiosi di tutti i tempi. Ma ora le
stesse, oberate dalle tasse, che del
resto non risparmiano le altre categorie
di cittadini, non riuscirebbero più
a reggere la concorrenza. Così
si vedrebbero costrette, loro malgrado,
a trasferire la loro attività
all'estero. Dove le condizioni sono
nettamente più vantaggiose. Dove
l'Estero sono la Romania, la Polonia
e simili. E non certo la Germania, la
Francia o l'Inghilterra, dove la situazione
è all'incirca come quella italiana.
Per evitare l'esodo doloroso dei nostri
imprenditori non c'è dunque che
il ricorso alla flessibilità
della manodopera.
I lavoratori dal canto loro, mobili
quali piume al vento, si verrebbero
a trovare in una situazione ideale.
Collocati in una sorta di parcheggio
d'attesa, verrebbero assunti, per esempio,
per 6 mesi a Milano, per un anno a Palermo
e per 15 giorni a Pescara. Poi, arrivederci
alla prossima occasione e grazie.
Pazienza se chi tiene famiglia o deve
crearsela non avrebbe nessuna certezza
del domani, non potrebbe mettere radici
e sarebbe sempre in balia degli strali
dell'avversa fortuna. Ma non si può
avere tutto dalla vita. E poi, vuoi
mettere? Avrebbe un sacco di tempo per
godersi le vacanze. Dove potrebbe, fra
l'altro, a edificazione della mente,
rileggersi magari l'apologo dello Stomaco
e delle Membra, di Menenio Agrippa.
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