|
Una platea motivata ed interessata per il 2° incontro di Educare
alla Mondialità, tenuto nella
sala-teatro dell'oratorio I'Incontro
di Pergola la sera di venerdì
18 maggio 2001 dal prof. Leonardo Allodi,
docente di Sociologia della Conoscenza
dell'Università di Bologna.
Dalla relazione è emerso che
oggi manca un'idea condivisa di multiculturalismo,
perché a questa visione non ha
contribuito l'idea di fondamentalismo,
hanno giocato un'onda lunga i movimenti
del `60, le tendenze di radicalizzazione
di tipo separatista, politiche governative,
etc. Quella moderna è una società
frammentata, dove il processo di secolarizzazione
ha portato a una pluralizzazione. Parlare
di unificazione è sempre più
difficile, perché come afferma
C.Levy Strauss, molte culture non hanno
la componente umanità. Oggi si
potrebbe tentare la via della globalizzazione,
ma, in un mondo senza frontiere, come
fare per non perdere la propria anima?
Lo stato moderno non riesce a garantire
l'unificazione, allora si assiste a
un revival etnico.
Ma qual è una buona società?
Senz'altro quella pluralistica. Secondo
K. Popper, la società pluralistica
è aperta. Ma una società
multiculturale quanto può aprirsi?
E' veramente qui la sfida. Bisogna
ricercare una buona convivenza, ma è
necessario definire certi valori, perchè
questa società, in questa affannosa
ricerca, non esploda.
L'intento primario è la pace
culturale, non bisogna soffiare
sulle diversità, ci vuole un
riconoscimento reciproco.
Ci vuole la tolleranza, non il
relativismo. Secondo il prof.Allodi
bisogna scrollarci la moda che tutte
le culture hanno lo stesso valore, per
il principio che se tutto è
uguale nulla vale. A questo punto
è stata giusta l'osservazione
di uno del pubblico che ha sostenuto
che forse per troppo tempo abbiamo sentito
dire che tutti siamo uguali, a partire
dalla rivoluzione francese via via,
per cui oggi ci riesce difficile capire
la diversità!
Allodi propone nei riguardi dell'immigrato,
per riuscire ad integrarsi nella nostra
società, che rinunci alla cittadinanza
di origine, che riconosca l'ordinamento
liberaI democratico e conosca la lingua
italiana.
Questa è certamente una proposta,
per me, ancora da migliorare, da rivedere
in parte o in tutto, ma per arrivare
a formularne un'altra è indispensabile
che ogni individuo riscopra la propria
cultura, affondi le proprie radici nella
consapevolezza di ciò che
gli appartiene e poi come una quercia
secolare allarghi le sue braccia all'altro,
dia rifugio a chi si appoggia sui suoi
rami, perché piccolo e indifeso
e concludo con questa frase di W. Shakespeare
tratta da "Il mercante di Venezia
":-Tutti sanguinano allo stesso
modo quando si pungono, e tutti ridono
allo stesso modo quando gli fai il solletico.-
A questo punto il vero straniero sapete
chi è? Siamo noi, nel confronto
con noi stessi, con i nostri figli,
con i nostri alunni, con i nostri colleghi
ed amici.
|