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Accogliere i
ragazzi Bielorussi |
Già da qualche anno
una Associazione con ottima base a Pesaro, ha pensato di accogliere per un breve periodo
di tempo - un mese o poco più - qualche centinaio di bambini e bambine di una zona della
Biellorussia, investiti da una nube tossica, esplosa da apparecchiature atomiche e
particolarmente colpiti nelle vie respiratorie e, attraverso l'ossigenazione velenosa del
sangue, in tutto il corpo.
Quelli "colpiti in pieno", grandi e piccoli, sono morti; gli altri raggiunti
dalla scia della nube tossica si porteranno per tutta la vita, e con una certa sofferenza,
quanto è loro accaduto.
Per alleviare tali sofferenze hanno bisogno di respirare aria sana, aria pura,
possibilmente ogni anno e per un po' di tempo, al fine di lenire i dolori per i danni
riportati.
Ecco che all'invito della suddetta associazione hanno risposto persone dall'animo
sensibile, accettando ed accogliendo, per un breve tempo, nella loro casa, un bambino o
una bambina - talvolta due - facendoli vivere con loro ed i loro figli, trattandoli nel
migliore dei modi (sostenendo certo qualche spesa), offrendo cibi sani, non inquinati da
tossicità.
E' questo un gesto squisitamente umano, ma se vi aggiunge la "charitas Christi",
la carità di Cristo, che vede nel sofferente lo stesso Gesù, allora si aggiunge quanto
di meglio si possa fare per queste creature sofferenti.
Aria pura, aria ossigenata al mare, ai monti, in collina, vita all'aria aperta nelle
nostre salubri Marche; è quanto si ripromettono coloro che hanno risposto generosamente
all'appello suddetto.
Allora questo gesto cristianamente umanitario ha spesso indotto parenti, amici, vicini di
casa, della propria via, del proprio quartiere, della propria città o paesello ad offrire
una mano per rendere più proficuo l'impegno dei "generosi" e a recare ottimo
giovamento ai ragazzi di cui si parla.
L'aiuto può essere fatto offrendo vestiario e cibarie di ogni genere, giochi da tavolo o
simili, per divertire i ragazzi, per farli vivere lieti e gioiosi, anche se lontani dalle
loro famiglie, dove spesso hanno fratelli e sorelle meno fortunati di loro.
Questo "offrire", questo "dare" una mano è soprattutto utilissimo,
direi, provvidenziale, quando i ragazzi dovranno ripartire per il loro paese e sentiranno
forte il desiderio di portare in Biellorussia qualche "presente", qualche
"dono" al papà, alla mamma, ai familiari, non per mostrare che noi qui abitiamo
nel paese del "Bengodi", ma che qui c'è gente di cuore, che cerca di dare al
prossimo sofferente un aiuto cristianamente valido.
Chi sentisse in cuor suo di fare qualcosa per questi ragazzi, sappia che è graditissimo
l'interessamento e l'aiuto.
Se qualcuno poi si sentisse disposto ad accogliere un bambino o bambina nella propria
casa, come tanti altri hanno fatto, sappia che fa una cosa meravigliosa e altamente
meritoria presso Dio.
Per realizzarla basta rivolgersi ad un incaricato dalla base e avrà tutte le indicazioni
possibili e le facilitazioni per svolgere le pratiche necessarie per realizzare
l'"accoglienza".
Cosa aggiungere a tutto questo? Un GRAZIE ! di cuore. |
P. Giuseppe Terzoni
Sassoferrato - La Pace -
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