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* Sei l'albero antico della storia dell'uomo.
La tua linfa è vitale, ma il
tuo tronco racconta una lunga vicenda:
il bene e il male; la
pace e la guerra; la gioia e il dolore;
la vita e la morte. E' poesia, ma è
dura realtà.
Nelle viscere di questa terra dell'Appennino
umbro-marchigiano sei nata mille anni
fa, quando la Parola ha fatto germogliare
nelle pieghe del Catria gli eremi della
contemplazione e della penitenza: in
particolare, S. Maria di Sitria e S.
Croce di Fonte Avellana.
Hai raccolto l'ideale di fede
del primo millennio cristiano. Ti hanno
coltivato nel cuore Romualdo, Pietro
Damiani, Giovanni da Lodi, Albertino,
Domenico Loricato e molti altri. Ubaldo
di Gubbio ti ha benedetta dal suo colle;
Raniero ti ha portato nell'anima e nella
carne da Cagli a Spalato, verso Oriente,
al di là del mare...
Sei stata segno di Vangelo annunziato,
di pace inculcata, di operosa civiltà.
Era la civiltà di Cristo, che
rinnovava il vecchio mondo e, tra lotte
spesso atroci e violente, faceva intravvedere
la vittoria dell'amore sulla barbarie
dell'odio che divide e distrugge.
* Sei sbocciata,
come fiore, sul ferreo stelo, cento
anni fa.
Dovevi quasi chiudere il secondo millennio
e farti antenna che raccoglie e fonde
le voci e i sospiri di preghiere, pensieri,
lavoro, battaglie, sangue e dolore,
attese, conquiste di scienza e di libertà.
Un secolo duro, il nostro, pieno di
contrasti e di contraddizioni: due guerre
mondiali; feroci ideologie; stragi e
rovine; energie naturali meravigliose
ridotte a strumento di morte; equilibrio
ecologico infranto; manipolazione degli
esseri viventi e dell'uomo...
Un mondo spaccato a metà, tra
schiavitù e libertà, tra
ricchezza e povertà, tra tecnica
e moralità...
Allora ti sono cadute le braccia, un
turbine ti ha schiantata: segno del
baratro fondo sul quale si affaccia
la storia di tutta l'umana famiglia?
La Croce nel 1901 visitata da un
gruppo di pellegrini
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