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"IL MALE OSCURO"
di Giuseppe Berto (1914-1978)
Dopo "La coscienza di Zeno" di Italo Svevo, "Il
male oscuro" di Giuseppe Berto
è il primo romanzo che affronta
il mistero dell'uomo e delle sue angosce
più profonde. Scritto con uno
stile del tutto particolare, con un
discorso indiretto che riunisce dialoghi,
riflessioni e descrizioni, il romanzo
è un lungo viaggio nella psiche
di un uomo che, dopo la morte del padre,
si ammala gravemente di nervi.
La malattia diventa sempre più
grave col trascorrere del tempo e procura
al protagonista un dolore fisico che
i medici non riescono ad eliminare.
Solo la psicanalisi darà un volto
e un nome ai fantasmi e gli rivelerà
il suo processo di identificazione col
padre.
Romanzo importantissimo nella letteratura
italiana, vincitore del premio Viareggio
e del premio Campiello, "Il male
oscuro" pone il problema fondamentale
dell'esistenza dell'uomo che, non mi
stancherò mai di ripeterlo, è
un grande mistero.
Tutti sono coinvolti, credenti e atei,
ricchi e poveri, belli e brutti, buoni
e cattivi, ma pochi se ne rendono conto.
Attraverso il racconto degli incubi
di una persona in cura presso uno psicanalista,
Berto ci invita a riflettere sulla nostra
condizione di uomini, sulla vita e sulla
morte. E' vero, sono argomenti impegnativi
e tutt'altro che allegri. Purtroppo
la realtà è questa e con
questa realtà dobbiamo fare i
conti.
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