| CARTAMONETA
Un biglietto di banca è equivalente al valore della
moneta che rappresenta anzi è
un certificato che, almeno
in origine, sostituiva la vera moneta,
quella metallica presente nelle casse dello
Stato ( o della banca di emissione ). Pare
che gli imperatori cinesi della dinastia dei
Han nel 140 a.C. abbiano inventato per primi
qualcosa di simile alla cartamoneta : erano
ritagli di cuoio finemente decorati che avevano
tuttavia lo stesso scopo della moneta cartacea.
La prima vera cartamoneta comparve in Francia
alla fine del XIII secolo.
Oggi le banconote non sono più convertibili
a vista con altrettante monete d'oro. La vera
cartamoneta fu preceduta da biglietti chiamati
"promesse di pagamento".
Un commerciante che doveva fare un pagamento
rilevante si esponeva a numerosi pericoli
se portava con sé il suo carico di
monete d'oro, non così, invece, se
lo affidava in custodia a qualcuno di sua
fiducia, che gli rilasciava un foglio scritto
in cui garantiva di consegnare quella somma
a chiunque glielo avesse riportato.
I "custodi" delle monete
ricevevano una somma come pagamento del loro
servizio e, per facilitare la raccolta delle
monete, collocavano un "banco"
nei luoghi più frequentati della città.
Fu così che i custodi del "banco"
diventarono i "banchieri"
e i biglietti rilasciati divennero le prime
esperienze di moneta cartacea (ossia che aveva
valore solo perché da qualche parte
esisteva l'equivalente in oro).
Anche i governi fecero altrettanto: emisero
"promesse di pagamento" in
cambio di monete d'oro che il cittadino avrebbe
potuto riavere in ogni momento: Ma il bisogno
di denaro dello Stato per fare ponti e strade,per
mantenere eserciti e le sue strutture si faceva
sempre più grande per cui tasse e imposte
si rilevarono spesso insufficienti al bisogno
e ciò che entrava nei forzieri statali
era sempre meno di quello che ne usciva. Poiché
i cittadini non si presenteranno tutti insieme
e nello stesso tempo con i biglietti delle
"promesse di pagamento" per riscuotere
le loro monete d'oro si potevano stampare
monete di carta (l'equivalente delle promesse
di pagamento) in quantità superiori
alle riserve d'oro.
Con l'andar del tempo,la differenza tra quantità
di cartamoneta stampata e monete d'oro nelle
casseforti statali divenne sempre più
grande, finché i governi si videro
costretti ad abolire la possibilità
di riavere monete in cambio di biglietti ricevuti.
La moneta di carta si diffuse sempre di più
e il suo valore non fu misurato in monete
d'oro ma secondo altri fattori collegati con
la situazione economica della comunità.
Anche la cartamoneta diventò presto
oggetto di scambio per recarsi all'estero
o per pagare debiti contratti con i paesi
stranieri. Con la parola "cambio"
infine si indicò il numero delle monete
nazionali corrispondenti a una moneta straniera.
Ancor oggi su ogni biglietto di banca c'è
scritta una clamorosa bugia: "pagabile
a vista al Portatore".
Prova a presentarti in banca e a chiedere
l'equivalente in oro del biglietto.
CURIOSITÀ:
01-01-1746: a Torino, con il regno di Carlo
Emanuele III di Savoia, si ha la prima emissione
di cartamoneta;
1861: in Italia emettevano cartamoneta sette
Istituti bancari :Banca Nazionale Sarda, Banca
Nazionale Toscana,Banca degli Stati Parmensi,
lo Stabilimento Mercantile di Venezia, Banco
di Napoli,Banco di Sicilia,Banca dello Stato
Pontificio;
1881: lo Stato italiano iniziò a stampare
banconote per tutto il Regno e fu creata più
tardi la Banca d'Italia (ex Banca Nazionale
Sarda);
1758: Inghilterra: il tappezziere Vaugham
falsificò una dozzina di biglietti
da 20 sterline per fare regali alla sua fidanzata.
Scoperto fu impiccato;
1368 - 1399: la dinastia cinese Ming emise
la più grande banconota: 1 Kwan di
23x23 centimetri;
1920: furono emessi biglietti tedeschi da
1 e 3 pfg (centesimi) di Passau che misuravano
circa 1,8x1,8 millimetri
MINIASSEGNI
Negli anni settanta, nel piccolo commercio
giornaliero, i negozianti in difficoltà,
per carenza di moneta spicciola, ricorsero,
per dare i resti ai clienti a caramelle, gettoni
ecc.
Nel 1975 l'Istituto San Paolo di Torino, per
porre rimedio, stampò per primo dei
miniassegni da 100 lire per facilitare
il piccolo commercio. Anche i miniassegni
sono oggetto di collezione organizzata tenendo
conto dell'istituto bancario di emissione,
nei diversi valori emessi ( per lo0 più
da 50; 100;150; 200; 250; 300 lire ).
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