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Riguardo al "Cammino per fidanzati"
in preparazione al Matrimonio cristiano

Ci amiamo tanto da sposarci

da Cristiani
con il sacramento del matrimonio.
Chiamati alla santità,
saremo una carne sola,
aperti alla vita.
Formeremo una famiglia,
"Chiesa domestica",
dentro la società.

Questo è lo slogan che ha fatto da sfondo e ha guidato l'itinerario del cammino per fidanzati iniziato il 2 dicembre 2000 e terminato sabato 26 maggio 2001.
Gli incontri si sono tenuti presso la casa di S. Marco di Pergola e sono stati animati da don Federico con la collaborazione di due coppie di Pergola, Conti Pietro e Cinzia e Fioranelli Fabio e Teresa, le coppie che vi hanno partecipato sono state 11.
Da anni ormai ci si è resi conto di dover pensare a qualcosa che potesse aiutare i fidanzati cristiani ad andare al matrimonio con più consapevolezza e maturità di fede dopo aver vissuto il tempo del fidanzamento come tempo di grazia, di discernimento e responsabilità.
Si sono allora inventati i "corsi prematrimoniali" e gli si diede compimento in tutte le Diocesi. Si pensarono in modo che i fidanzati potessero trovarvi contenuti di fede, biblici, giuridici, medici con i relativi risvolti ecclesiali e sociali del Matrimonio cristiano.
Accettati ormai da tutti, anche se quasi come uno "scotto" da pagare per poter sposare in chiesa, questi corsi e il modo di condurli ci spingono ormai ad una prassi che possa essere più significativa e quindi più efficace.
Per questo abbiamo cercato di dare inizio anche nella nostra zona pastorale ad un vero e proprio cammino per fidanzati cercando di offrire non soltanto "nozioni" tecniche e fredde ma di accompagnare i ragazzi nel cammino di fede che per i più è ormai una vera e propria riscoperta della fede in Cristo e nella Chiesa.
Un accompagnamento che porti a rimettersi in discussione nel modo di pensare e di vivere la propria esperienza cristiana spesso vissuta a "modo proprio" che non ha quindi più niente di cristiano e di ecclesiale.
La situazione odierna, cambiata culturalmente e quindi in ogni altra espressione del vivere umano non è più una situazione che potevamo definire di "cristianità" dove volenti o nolenti si respirava una certa atmosfera che condizionava la vita concreta.

Grazie a Dio viviamo tempi in cui ognuno è chiamato responsabilmente a farsi la propria vita scegliendo questo o quello liberamente.
Il Vangelo, l'esperienza cristiana, seppure è qualcosa che si tramanda non può essere vissuta se la si tratta come un bel vestito che si mette per certe occasioni, o addirittura un vestito che non ti sei scelto tu, che qualcun altro ha acquistato per te che tu subisci. Non ci si sposa in Chiesa facendo quindi della propria unione di coppia un Sacramento senza almeno l'intenzione di condividere e vivere il Pensiero, che viene dal Vangelo, che la Chiesa ha sul Matrimonio e facendosi veri discepoli di Cristo cercare di conformarcisi sempre più percorrendo il cammino di santità a cui ogni battezzato è chiamato.
Mi riprometto, senza dilungarmi ora, di trattare in un altro intervento della dignità del patto nuziale che gli deriva dalla natura stessa della condizione umana distinta nella dualità del maschile e del femminile, voluta a sua immagine e somiglianza dal creatore, il Signore Dio, e quindi della dignità del matrimonio contratto solo civilmente.
In questa breve riflessione vuole esserci anche un caloroso invito a tutti i fidanzati, anche a quelli che ancora non pensano sul serio al matrimonio, di partecipare a questo cammino che riprenderà in ottobre; più semplicemente chi ha intenzione di sposare non aspetti l'ultimo momento per prepararsi; servirebbe a poco... o a niente.

don Federico

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