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IL DIRITTO E IL ROVESCIO

 

In questa nostra bella Italia, terra di santi, artisti, navigatori e giureconsulti, non nascono più i Ludovico Antonio Muratori che, trattando nell'opera maggiore i difetti della giurisprudenza, affermano la necessità di adeguare il complesso delle leggi per garantire i diritti.
Nascono invece quelli che vorrebbero farlo, ma per garantire i "dritti", cioè sé stessi. Sono quelli delle consorterie del potere, politico ed economico.
Le leggi, come scriveva Balzac, sono ragnatele che le mosche grosse sfondano mentre le piccole ci restano impigliate. E a tutela delle grosse mosche nascono avvocati asserviti talmente bravi che, quando diventano viceministri, riescono contemporaneamente a difendere lo stato dai delinquenti e i delinquenti dallo stato. E lo fanno senza violare la legge, ma solo la morale e la giustizia. Se poi la legge pone qualche limite di troppo, niente paura, basta modificarla.
Così se Lor Signori, accusati di falso in bilancio, evasione fiscale o corruzione, correranno il rischio di finire nelle patrie galere, basterà depennare tali reati dal codice penale. E tutti vivranno felici e contenti per lunghi anni e avranno tanti nipotini.
Scriveva France: "La legge, nella sua maestosa equità, proibisce così al ricco come al povero di dormire sotto i ponti, di elemosinare nelle strade e di rubare il pane." Ma non c'è niente da temere: i ricchi non andranno a dormire sotto i ponti o ad elemosinare nelle strade. Quanto a rubare il pane, se dovranno farlo, lo faranno in maniera elegante, secondo la legge. Nelle aule dei tribunali sta scritto:"La legge è uguale per tutti". Ma per Lor Signori e molto più "uguale".

Enzo Bartolucci

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