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Festa del vino
Sulle dichiarazioni del Sindaco di Pergola

  In risposta agli articoli apparsi sul Resto del Carlino del 30 luglio 2001

Forse anche il sindaco Dario Conti ha alzato troppo il gomito alla Festa del vino? Quasi verrebbe da sospettarlo leggendo le dichiarazioni che ha rilasciato al Resto del Carlino il giorno dopo la festa.
La prima affermazione dice che "…nonostante nessuno gli faccia uno straccio di pubblicità, viene ogni anno sempre più gente…", già qui il primo cittadino dimostra di essere poco informato sulle iniziative e sul modo di operare della Pro-Loco. In secondo luogo sembra non aver colto il senso, non solo della Festa del vino, ma di ogni festa. Sembra che il nostro Sindaco non abbia mai avuto vent'anni, non si sia mai ubriacato, non abbia mai fatto baldoria con gli amici, nemmeno una volta all'anno!
O, più semplicemente, non se ne ricorda.
Inoltre la festa del vino ha ancora un carattere di festa popolare dove tutti possono divertirsi e non solo i giovani. Nelle cantine ho visto gruppi di ragazzi, ma anche famiglie e gruppi di persone di qualsiasi età, e non mi sembravano per niente tristi.
E' normale che siano i giovani a tirar tardi e non solo quelli "meno buoni" come scrive in modo banalmente ridicolo il giornalista del Resto del Carlino.
Mi dispiace che sia successo l'incidente con i Carabinieri, ma erano cinque ragazzi su migliaia di persone. Fatti come questi succedono purtroppo tutti i sabato sera in chissà quante discoteche in Italia. E il "qualcos'altro", di cui parla il giornalista, complice del comportamento dei "meno buoni", se lo fuma una parte degli studenti, dalle scuole superiori in su (e a volte anche in giù).
Il problema non è la Festa del vino, la cui situazione non mi sembra per niente ingestibile e "esplosiva", come cerca di far credere chi ha scritto l'articolo. Il riferimento a Genova, poi, è semplicemente ridicolo.
Ridicola mi sembra anche la soluzione proposta: spostare la festa in periferia. La parte più bella e folcloristica della manifestazione è proprio il clima che si respira nelle cantine.
Magari la si vorrebbe spostare in una zona industriale! Bella idea! Si potrebbe affittare un capannone con relativo piazzale asfaltato, chiamare una ditta di catering per distribuire a tutti dei pasti preconfezionati (con inclusa bottiglietta da 1/4 di litro d'acqua e una bustina di vino in polvere). E il gioco è fatto. In questo modo inoltre si eviterebbero anche i problemi con i permessi sanitari visto che non occorrerebbe cucinare.
Si potrebbero anche affittare 15.000 sedie in modo che tutti si possano divertire e ubriacare, stando comodamente seduti, evitando così il rischio di cadere, una volta raggiunto il limite personale d'alcool assimilabile. Inoltre come ciliegina sulla torta si potrebbero distribuire dei sacchetti per vomitare come quelli che danno in aereo. Della musica….non ci sarebbe bisogno; il clima sarebbe talmente gioioso che si formerebbero dei cori alpini spontanei che allieterebbero la serata fino all'una di notte. A quest'ora si potrebbe organizzare il famoso gioco dell'uva, che si usava quando ero piccolo, e che consisteva nell'andare ognuno a casa propria.
L'idea poi di "spostare il giorno clou della festa la domenica" è quantomeno innovativa per non dire rivoluzionaria. Infatti, la gente dovendo andare al lavoro il lunedì, andrebbe a casa prima evitando così problemi d'ordine pubblico.
Il Sindaco dice che bisogna "riuscire a conciliare i vantaggi della festa (per esempio gli incassi e tutto l'indotto) con quelli d'ordine pubblico".
Bene, quindi gli unici vantaggi della festa sarebbero gli incassi e l'indotto? Non è che per caso una festa può avere anche un valore sociale e aggregante per le persone? Il divertirsi ogni tanto, in un mondo che sembra drogato di lavoro, non mi sembra una cosa né inutile, né superflua. E se quest'anno, purtroppo, ci è scappato l'incidente la soluzione non è certo abolire la festa del vino.
Allora perché non aboliamo le automobili per eliminare gli incidenti sulle strade? Perché non aboliamo il calcio per eliminare gli incidenti negli stadi? Perché non aboliamo il lavoro per eliminare gli incidenti sul lavoro?

Fabio Ceccarani

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