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"GERMINAL"
di Émile Zola (1840-1978)
Quanti ragazzini viziati ci sono in Italia? Se ne conoscete qualcuno
consigliategli di leggere Germinal
(ma dubito che un ragazzino viziato
abbia voglia di leggere un libro), un
grande romanzo che ha come protagonisti
i minatori francesi della fine dell'Ottocento
e descrive la loro vita ai limiti della
sopravvivenza e le terribili condizioni
di lavoro. A dieci anni si scendeva
già in miniera, maschi e femmine,
e chi arrivava a sessant'anni, dopo
cinquant'anni di miniera, quando tossiva
sputava sangue e carbone.
Le paghe erano ridicolmente basse per
famiglie quasi sempre numerose, il rischio
di incidenti mortali era altissimo,
gli scioperi e le rivolte contro gli
sfruttatori erano represse con il piombo
dei soldati.
Per documentarsi Zola visse per un periodo
con i minatori e ne condivise la misera
esistenza. Nessuno come lui ha saputo
denunciare i gravi problemi sociali
del suo tempo e lottare contro l'ingiustizia,
al punto che, viste le circostanze molto
sospette della sua morte, si pensò
a una vendetta dei reazionari.
Quando in Francia scoppiò il
caso Dreyfus, Zola parlò pubblicamente
di antisemitismo e qualcuno non lo perdonò.
Per chi non lo sapesse, Dreyfus era
un ufficiale ebreo che nel 1894 venne
ingiustamente accusato di essere una
spia e condannato per alto tradimento
alla deportazione e alla degradazione.
L'impegno di Zola per dimostrare la
sua innocenza raggiunse il culmine nel
1898 con la celebre lettera al presidente
della repubblica intitolata "J'accuse"
(io accuso) nella quale veniva denunciato
il complotto contro l'ufficiale ebreo
e venivano accusati i responsabili.
Alla fine, dopo una durissima battaglia,
l'innocenza di Dreyfus venne riconosciuta,
ma poco tempo dopo Zola morì
a Parigi in circostanze poco chiare,
soffocato dalle esalazioni di una stufa.
Una tragica fatalità o un omicidio?
Non lo sapremo mai, ma un fatto è
certo: la scomparsa di Zola ha fatto
molto comodo a quegli ambienti razzisti
e reazionari che nei primi anni del
XX secolo si stavano organizzando.
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