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Sono passati due mesi
dai tragici fatti di Genova, ma chi
pensa che ormai si tratti di un argomento
superato commette un grave errore. Le
conseguenze di quello che è successo
a Genova le vedremo proprio adesso,
dall'autunno del 2001 in avanti, e saranno
dolori.
Per esprimere il più chiaramente
possibile il mio pensiero lo dividerò
in quattro punti: 1) la manifestazione
di Genova e le forze dell'ordine; 2)
la solidarietà alle forze dell'ordine;
3) il clima di odio; 4) l'opinione pubblica.
1) La manifestazione
di Genova e le forze dell'ordine.
Manifestare pacificamente è un
diritto, ma se all'interno dei cortei
pacifici si infiltrano dei provocatori
di chi è la colpa? Del servizio
d'ordine dei manifestanti pacifici o
della polizia che non ha saputo svolgere
un'opera preventiva? La polizia non
deve forse proteggere i cittadini pacifici
dai violenti? A Genova è successo
esattamente il contrario: la polizia
non è intervenuta contro i black
bloc e poi ha caricato i manifestanti
pacifici, compresi i ragazzini, gli
anziani, i disabili e i parlamentari.
Poi è andata a fare una perquisizione
e ha violato i diritti dei cittadini.
2) La solidarietà
alle forze dell'ordine.
I giornali e i partiti di destra ci
si sono riempiti la bocca. L'on. Fini
ha insistito sulla legittima difesa
per il carabiniere che ha ucciso Carlo
Giuliani. Tutte Balle. E' giusto
stare dalla parte della polizia quando
combatte la criminalità, non
lo è più quando si comporta
come a Genova, dove ha dimenticato che
non si può massacrare o torturare
una persona arrestata, fosse anche il
peggiore delinquente. Abbiamo visto
una foto in cui si vede distintamente
un dirigente della Digos prendere a
calci in faccia un ragazzo a terra e
abbiamo letto di centinaia di torture
fisiche e psicologiche avvenute nelle
caserme. Altro che solidarietà,
chi si comporta così deve andare
il galera!
Riguardo alla legittima difesa, non
mi risulta che per difendersi sia obbligatorio
sparare per uccidere.
Forse molti ignorano che fino al 1960
ben 94 manifestanti sono stati uccisi
dalla polizia senza che i colpevoli
venissero condannati. Ora si rischia
di tornare a una situazione di immunità
per chi porta una divisa. D'altra parte
il ministro Frattini ha parlato chiaro:
gli avvisi di garanzia inviati ai poliziotti
indagati per la mattanza alla scuola
Diaz sono "una delegittimazione
delle forze dell'ordine". Evidentemente,
secondo Frattini, non si dovrebbe mai
indagare sugli eventuali abusi e reati
commessi da carabinieri, polizia e finanza.
Diciamolo chiaramente, questa è
pura follia.
3) Il clima d'odio.
Una polizia che si comporta come a Genova
semina odio verso le forze dell'ordine.
La colpa è di uno Stato ottuso
e inefficiente che usa il pugno di ferro
verso i manifestanti pacifici e non
sa difendere i cittadini dalla criminalità
organizzata. D'altra parte, secondo
il ministro Lunardi, "bisogna convivere
con le realtà della mafia e della
camorra" (è stato frainteso?
ma fatemi il piacere) e secondo Cossiga
alla prossima manifestazione andrebbero
mandati i carri armati. E' facile essere
forti coi deboli e deboli coi forti,
ma se disgraziatamente il debole dovesse
diventare forte si rischierebbe di tornare
agli anni di piombo, con l'aggravante
di un governo di centro-destra che ha
già iniziato a porre le premesse
per un durissimo scontro sociale.
4) L'opinione pubblica.
Molti ti ridono in faccia e altri ti
prendono per matto se dici che c'è
puzza di fascismo. Ma se si nega l'evidenza,
se non si vuol ammettere che a Genova
la polizia ha commesso degli abusi gravissimi,
se non siamo tutti d'accordo che anche
il peggior criminale ha i suoi diritti
che non possono essere violati, voi
ridete pure, ma io la puzza la sento.
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