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GLOBALIZZAZIONE:
OPPORTUNITA' INEDITE, MA PURE RISCHI
La lezione viene da Ciampi

"I nostri problemi più urgenti - ha detto Carlo Azeglio Ciampi - sono la conservazione della memoria comune, la visione del mondo come spazio aperto, la tecnica vissuta come strumento e non come fine, la conferma dei valori umanistici quali elementi essenziali dello spirito europeo". La globalizzazione apre opportunità inedite, ma anche rischi. Quello di Ciampi non è un interrogativo isolato, cui si possa rispondere sì o no. E' piuttosto il crocevia dei problemi che abbiamo davanti a noi oggi e non domani. L'allarme è giustificato, i mass media e le tecnologie si stanno impadronendo dell'uomo e del suo futuro.
C'è il rischio che i nuovi linguaggi e i miseri valori del villaggio globalizzato distruggano le diversità, la ricchezza delle tradizioni, la creatività. Andremo a vivere in un mondo arido, tutto uguale, dominato dalle leggi della pubblicità e del profitto? Un mondo senz'anima, per dirla con Daniele Rops che lo annunciava già nel 1932 e aggiungeva: "Nulla di meglio del servirsi della macchina, ma oggi l'uomo davanti ad essa è in stato di adorazione".
Ma non è soddisfacente neppure l'altra risposta, quella che dice: "il progresso tecnico-scientifico è d'obbligo e ci porterà comunque verso una condizione migliore. I valori non hanno nulla da temere dal mondo degli strumenti che, alla fine si porranno automaticamente al loro servizio". Abbiamo seri dubbi sulla verità di questa profezia. Non si può dimenticare che la disponibilità di strumenti, capaci di ottenere successi strepitosi, provoca spesso un atteggiamento di pigrizia intellettuale e morale.
In questi anni noi assistiamo al crescere di generazioni che impegnano molto del loro tempo davanti al video, guardando per lo più spettacoli leggeri di produzione nordamericana senza una scintilla di creatività, di personalità, né tanto meno di genio. Sappiamo bene che la comunicazione è dominata dagli interessi commerciali, fino al punto che telegiornali e intrattenimenti sembrano il tessuto connettivo, utilizzato per tenere avvinta e passiva l'attenzione degli spettatori tra uno spot pubblicitario e l'altro. Assistiamo ad una informazione sempre più gridata e spettacolare che deforma la realtà e vale più per l'emozione che suscita che per la verità che veicola.
Infine c'è la prospettiva di internet, capace di stravolgere abitudini, tradizioni, stile di vita con la forza travolgente di una marea. In pochi mesi si calcola che una famiglia su quattro l'avrà in casa e poi in seguito una su due. E attraverso internet riceverà tutto: notizie, fotografie, film, posta, ecc. Attraverso internet si gestiscono i risparmi, si pagano le tasse, si studia, si comprano le automobili, il vino, i biglietti del treno e del teatro, si stringono amicizie e amori, si litiga e si fanno compere e vendite. Internet cambierà il nostro modo di vivere e di pensare in una maniera che non riusciamo neanche ad immaginare. Siamo di fronte ad una rivoluzione tecnologica che diventerà rivoluzione culturale, educativa e morale, con i rischi che comporta. Diventerà uno strumento mondiale di proselitismo. Ci si ritrova di fronte ad un problema antico, ma sempre attuale: lo strumento che condiziona il messaggio. E ciò è insieme positivo e pericoloso.
La Chiesa ha avuto sempre ottimi mezzi di comunicazione per l'Evangelizzazione; sarà così anche per l'avvenire? La comunità ecclesiale riuscirà o no a creare siti che entrino veramente in dialogo con milioni di persone specialmente giovani? E' la sfida del nuovo millennio, una sfida dalla quale dipenderà il futuro della Chiesa e dell'Umanità.
Mi auguro che la Chiesa prenda atto della nuova situazione che si sta creando, si appropri dei nuovi e moderni mezzi di comunicazione, indispensabili per l'Evangelizzazione.

Don Luigi Bau

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