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Mentre i clamori e gli odori della "festa del vino"
sono ancora, purtroppo, ben vivi nella
nostra città, vorremmo fare alcune
brevi considerazioni su una festa che
era nata, almeno così ci sembra,
su presupposti ben diversi da quelli
che è andata via via assumendo
nel corso degli anni.
Doveva essere un'occasione per far conoscere
e apprezzare la qualità dei nostri
prodotti eno-gastronomici, nonché
la bellezza della nostra città,
ma sembra essere diventata soprattutto
un richiamo per gente interessata ad
ubriacarsi, a far chiasso e peggio ancora.
Gli ultimi episodi incresciosi che hanno
coinvolto i Carabinieri locali sono
soltanto quelli più eclatanti;
se ne potrebbero citare infatti molti
altri che si consumano, ormai regolarmente,
in quelle due fatidiche notti: risse
tra ubriachi, calci nei portoni delle
abitazioni, auto in sosta e negozi danneggiati,
gente che nonostante i servizi igienici
urina e vomita dove capita (di qui gli
odori, di cui dicevamo sopra).
E' necessario dunque cambiare strada
e ripensare il senso di questa "festa".
Qualcuno sostiene che a tenerla in vita
ci siano ormai soltanto quei pochi soldi
che all'occasione scorrono per Pergola
insieme al molto vino. In ogni caso
noi crediamo che il gioco non valga
affatto la candela e che sia urgente
riappropriarci quanto meno dello spirito
che l'animava all'inizio. Ci rendiamo
conto che dibattiti e tavole rotonde
sulla qualità del vino pergolese,
la semplice degustazione del nostro
vino e dei nostri prodotti tipici o
la prospettiva di visitare angoli e
palazzi della città, appositamente
abbelliti per l'occasione, attrarranno
sicuramente meno gente di quanta se
ne veda attualmente, ma avremmo l'indubbio
vantaggio di esibire qualcosa di bello
e di buono, che non ha nulla a che fare
con quanto invece abbiamo dovuto leggere
in questi giorni su tutti i giornali.
E' poi vero o no che è reato
vendere alcolici a ragazzi al di sotto
di 16 anni?
Si possono fare o no controlli fuori
Pergola con etilometri, come si fa nei
pressi delle discoteche?
Ricordare certe cose può essere
persino deprimente, ma, se non si vuol
fare di più, si applichi almeno
la legge. Riguardo infine al prezzo
d'ingresso a Pergola, se possibile,
si inventi qualcosa di più elegante.
Anziché tremila lire, se ne facciano
pagare magari cinque, ma si offra ad
esempio un foglio di carta, un depliant,
un libretto che illustrila festa, le
sue manifestazioni, i suoi luoghi: qualcosa
che resti e che si possa portare a casa
come un bel ricordo.
In questi anni la città di Pergola
si è mobilitata più volte
per difendere i suoi diritti e la sua
dignità, ottenendo anche riconoscimenti
importanti. La "festa del vino",
così come è, la pone in
una luce certamente poco gradevole.
Ci piacerebbe, lo diciamo senza nessuna
enfasi, che anche la "festa del
vino" diventasse un contributo
alla crescita culturale e civile della
nostra città.
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