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Un ricordo dell'estate
LA TEMPESTA

In tutta la mia vita non avevo mai assistito ad una tempesta di così tanta violenza come quella del 5 settembre scorso. Mi trovavo da qualche giorno al mare e, seduta sul terrazzo dell'albergo che mi ospitava, ho veduto un fenomeno davvero sconvolgente. Allora, mi sono alzata, ho preso carta e penna e mi sono messa a descrivere tutto ciò che i miei occhi riuscivano a scorgere.

L'alta marea sta aumentando di intensità, da un attimo all'altro si fa sempre più inquietante e i bagnini corrono a destra e a manca, per salvare tutto quello che possono. Le onde si fanno sempre più impetuose, si scontrano, si infrangono spumeggiando come montagne di neve.
Il cielo plumbeo osserva silenzioso tutto questo gioco di cavalloni impazziti e i gabbiani, sempre più numerosi, sfiorano l'acqua con "grida giocose".
Due giovani wind-surfers tentano di sfidare le onde sempre più minacciose: impresa non facile, ed è sorprendente vederli così coraggiosi.
Intanto saette e tuoni iniziano a far sentire il loro fragore e la pioggia sta cadendo con spaventoso furore.
Il vento aumenta la sua forza e urla come lupo affamato.
Qualche capanno inizia a tintinnare rischiando di reggersi sulla propria struttura.
Le onde si avvicinano sempre più al muretto di protezione, trascinando con violenza ogni cosa che incontrano sul loro percorso.
Sono esterrefatta di fronte a questa scena incredibile della natura e alla sua potenza che la fa assomigliare tanto ad un film di fantascienza.
Sto ascoltando proprio ora le previsioni meteorologiche e sembra che domani il tempo migliorerà.
Grazie a Dio il mare placherà la sua ira; da brontolone e irrequieto, tornerà ad esser cheto… e il sole, unica fonte di calore, tornerà a risplendere e a riscaldare il cuore.
Sarà per tutti una festa, sarà: la quiete dopo la tempesta"

Giovanna Luziotti

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