Torna all'indice! Pagina 14        

Lettera aperta al sindaco Dario Conti

Carissimo Sindaco,

Da tempo sento il desiderio di esprimerti pubblicamente le mie valutazioni sul tuo mandato di primo cittadino pergolese.
Converrai con me che la tua vicenda di uomo "pubblico" rientri in un quadro di luci e di ombre, di aspetti positivi e negativi, di obiettivi mancati o raggiunti non sempre con soddisfazione e consenso di tutti e che sia soggetta al sereno giudizio del cittadino amministrato.
Posso permettermi questa lettera confidenziale perché ti conosco da tanti anni e sono convinto di avere la tua comprensione e la cordiale disponibilità a conoscere un giudizio espresso senza malanimo e senza secondi fini. Vengo al dunque.
Ecco le iniziative che valuto positive nella tua vicenda amministrativa che ormai si protrae da quasi due lustri. Ti riconosco una dote personale non comune nel modo di proporti nelle cerimonie ufficiali e ovunque necessiti una rappresentanza consona alla carica ricoperta.
Hai poi quel comportamento riservato che tiene a distanza la facile confidenza e suscita rispetto per la responsabilità che rappresenti. Il carisma non ti manca.
C'è chi ti accusa di aver reso il Palazzo una monade impenetrabile: a me il sindaco "compagnone" non è mai piaciuto e ho sempre ammirato chi esercita autorità senza cadere nell'autoritarismo.
Le opere che distingueranno il tuo mandato?
Il Museo dei Bronzi - il Teatro (cantiere perennemente aperto) - l'acquedotto che, in un periodo di grande siccità, non ha sottoposto i cittadini a grandi sacrifici - la gestione intelligente della fase post-sismica che sta rinnovando l'aspetto urbanistico di Pergola.
Poi c'è l'ordinaria amministrazione che non brilla di particolare efficienza e puntualità: diciamo che procede "senza infamia e senza lode".
E infine ci sono le carenze che ti elenco senza commenti, con lo spirito di chi sinceramente auspicherebbe che non ci fossero.
Mi sto convincendo che la tua amministrazione non goda di un filo diretto e costruttivo con le istituzioni superiori, nonostante esse siano state politicamente di pari colore, e sia carente d'inventiva nella individuazione delle iniziative da sperimentare per cercare prospettive di crescita municipalistica e socio-economica.
Vorrei essere smentito ma non vedo programmi di largo respiro e nemmeno tentativi di progetti ambiziosi per i quali si debbano giustamente preventivare tempi lunghi di attuazione e, perché no, anche rischi oggettivi di fallimento.
Si dice: - mancano i soldi -.
Per tua fortuna perché, se ci fossero, l'assenza di iniziativa rasenterebbe i limiti del "crimine".
Farò peccato di presunzione se ti ricordo che 36 anni fa, quando s'insediò il 1° centrosinistra (DC-PSI-PSDI), dopo 20 anni di governi di sinistra (PCI-PSI), mettemmo molta carne al fuoco, animati dal furore sacro di recuperare il tempo perduto.
In quei cinque anni (poi, come tu sai, ritornarono le sinistre) proponemmo un progetto al Ministero delle Partecipazioni Statali per portare l'IRI (l'industria di Stato) nella valle del Cesano, facendoci forti della mancata riconversione dei posti di lavoro persi a suo tempo (e non rivendicati) per la chiusura dell'industria estrattiva della Montecatini. La richiesta trovò una cordata di 26 consigli comunali limitrofi da noi sollecitati.
Impostammo la richiesta della Pedemontana con il primo convegno regionale sull'argomento.
Proponemmo l'intuizione dell'Intervalliva per la quale si predispose un progetto di massima.
Lo stabilimento CIA creò allora trecento posti di lavoro.
Il nuovo ospedale nacque come idea e cominciò a realizzarsi in quel tempo: converrai con me che senza quell'opera le giuste lotte degli anni ottanta non avrebbero avuto storia.
Parimenti nacque l'idea e si realizzò, tra mille difficoltà e incomprensioni, un istituto di credito locale che in breve ebbe l'affermazione che tutti conosciamo.
La variante ovest sulla SS 424 della Valcesano.
E ci fu anche, perché fingere di dimenticarla, la scelta di mettere in comunicazione diretta col centro storico tutta la zona Mercatale-S.Biagio per abbattere il diaframma psicologico che ostacolava lo sviluppo urbanistico verso Barbanti-S.Colomba. La scelta non fu condivisa da molti pergolesi e il manufatto che ne seguì, dopo tanti anni di rinvii e silenzi, mi fece pentire d'esserne stato un sostenitore.
Dirai: troppa carne a cuocere. E' vero: non tutta la cuocemmo, ma è anche vero che il governo della sinistra ricompattata che ci sostituì (1970), ci spense i fuochi e ci allontanò inopinatamente dai "fornelli".
Credo che tutto ciò sia sufficiente per dimostrarti che, se non hai progetti segreti nel cassetto, la tua amministrazione, al confronto di quella degli anni 1965-70 di cui sopra, "vivacchi" seduta sul presente, senza prospettive su cui richiamare l'attenzione dei cittadini e delle istituzioni ai livelli superiori.
"Queta non movere" è motto nemico degli interessi pergolesi.
Eppure la "vigna" pergolese non manca di problemi: basta soffermarsi sulla viabilità interna ed esterna. Il centro storico strozza la comunicazione sud-nord e lo sviluppo urbanistico è enormemente allungato anche per mancanza di scelte urbanistiche adeguate e tempestive.
C'è necessità di una variante che liberi la Città dal traffico da e per Fabriano.
E le iniziative di carattere culturale?
Poche e non sempre di spessore confacente a un centro che ufficialmente si dichiara Città.
Non vedo scelte di promozione turistica. Il museo dei Bronzi è ottima cosa, ma anche se sarà realizzato come i Pergolesi caparbiamente pretendono, rischia di rimanere un fiore isolato in costante pericolo di appassire. Prova ad immaginare, ad esempio, quali potrebbero essere le conseguenze per il turismo, per lo sport e per l'economia locale in genere, della creazione dei laghi di Bellisio e di Madonna del Sasso-Poggetto di Serra?
Al riguardo mi si dice che l'opera sia tutt'altro che faraonica e potrebbe risolvere anche un serio problema di viabilità interprovinciale. Negli archivi del Comune dovrebbe dormire un progetto di massima con il consenso acquisito dalle due provincie confinanti.
Ne sai qualcosa?
E' certo che la proposta fu cavallo di battaglia della campagna elettorale amministrativa di certi personaggi che oggi contano in Provincia e in Regione.
Ai più Pergola risulta un comune isolato, orgogliosamente chiuso nei propri confini, mentre, secondo me, dovrebbe saggiamente aprirsi al dialogo con gli altri comuni limitrofi, senza pretendere il riconoscimento di una leadership che in larga misura esiste già oggettivamente.
A questo punto mi chiederai perché mi sono deciso a scriverti.
L'ho fatto perché ancora hai tempo di impostare qualche progetto che duri nel tempo e lasci una testimonianza.
L'ho fatto perché sono convinto che tentare sia doveroso e utile, anche quando non si ha il conforto dell'unanimità dei consensi… ma, chi meglio di te, non avendo prospettive di ricandidatura, può correre senza danni questo rischio?
L'ho fatto infine perché il nostro "convento" è piccolo e non vedo in prospettiva "abati" disponibili e migliori.
Sindaco, Pergola ha bisogno d'invertire la rotta, ha bisogno di amministratori-manager e non di amministratori contabili.
Chiudo qui con la speranza che questa lettera non susciti polemiche inutili, ma serva di stimolo nell'impegno civico.
Sono una mosca cocchiera? Purtroppo l'età non mi permette di più.
Ti saluto cordialmente.

peppe lombardi

Pagina PRECEDENTE

Pagina SUCCESSIVA