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Carissimo Sindaco,
Da tempo sento il desiderio
di esprimerti pubblicamente le mie valutazioni
sul tuo mandato di primo cittadino pergolese.
Converrai con me che la tua vicenda
di uomo "pubblico" rientri
in un quadro di luci e di ombre, di
aspetti positivi e negativi, di obiettivi
mancati o raggiunti non sempre con soddisfazione
e consenso di tutti e che sia soggetta
al sereno giudizio del cittadino amministrato.
Posso permettermi questa lettera confidenziale
perché ti conosco da tanti anni
e sono convinto di avere la tua comprensione
e la cordiale disponibilità a
conoscere un giudizio espresso senza
malanimo e senza secondi fini. Vengo
al dunque.
Ecco le iniziative che valuto positive
nella tua vicenda amministrativa che
ormai si protrae da quasi due lustri.
Ti riconosco una dote personale non
comune nel modo di proporti nelle cerimonie
ufficiali e ovunque necessiti una rappresentanza
consona alla carica ricoperta.
Hai poi quel comportamento riservato
che tiene a distanza la facile confidenza
e suscita rispetto per la responsabilità
che rappresenti. Il carisma non ti manca.
C'è chi ti accusa di aver reso
il Palazzo una monade impenetrabile:
a me il sindaco "compagnone"
non è mai piaciuto e ho sempre
ammirato chi esercita autorità
senza cadere nell'autoritarismo.
Le opere che distingueranno il tuo mandato?
Il Museo dei Bronzi - il Teatro (cantiere
perennemente aperto) - l'acquedotto
che, in un periodo di grande siccità,
non ha sottoposto i cittadini a grandi
sacrifici - la gestione intelligente
della fase post-sismica che sta rinnovando
l'aspetto urbanistico di Pergola.
Poi c'è l'ordinaria amministrazione
che non brilla di particolare efficienza
e puntualità: diciamo che procede
"senza infamia e senza lode".
E infine ci sono le carenze che ti elenco
senza commenti, con lo spirito di chi
sinceramente auspicherebbe che non ci
fossero.
Mi sto convincendo che la tua amministrazione
non goda di un filo diretto e costruttivo
con le istituzioni superiori, nonostante
esse siano state politicamente di pari
colore, e sia carente d'inventiva nella
individuazione delle iniziative da sperimentare
per cercare prospettive di crescita
municipalistica e socio-economica.
Vorrei essere smentito ma non vedo programmi
di largo respiro e nemmeno tentativi
di progetti ambiziosi per i quali si
debbano giustamente preventivare tempi
lunghi di attuazione e, perché
no, anche rischi oggettivi di fallimento.
Si dice: - mancano i soldi -.
Per tua fortuna perché, se ci
fossero, l'assenza di iniziativa rasenterebbe
i limiti del "crimine".
Farò peccato di presunzione se
ti ricordo che 36 anni fa, quando s'insediò
il 1° centrosinistra (DC-PSI-PSDI),
dopo 20 anni di governi di sinistra
(PCI-PSI), mettemmo molta carne al fuoco,
animati dal furore sacro di recuperare
il tempo perduto.
In quei cinque anni (poi, come tu sai,
ritornarono le sinistre) proponemmo
un progetto al Ministero delle Partecipazioni
Statali per portare l'IRI (l'industria
di Stato) nella valle del Cesano, facendoci
forti della mancata riconversione dei
posti di lavoro persi a suo tempo (e
non rivendicati) per la chiusura dell'industria
estrattiva della Montecatini. La richiesta
trovò una cordata di 26 consigli
comunali limitrofi da noi sollecitati.
Impostammo la richiesta della Pedemontana
con il primo convegno regionale sull'argomento.
Proponemmo l'intuizione dell'Intervalliva
per la quale si predispose un progetto
di massima.
Lo stabilimento CIA creò allora
trecento posti di lavoro.
Il nuovo ospedale nacque come idea e
cominciò a realizzarsi in quel
tempo: converrai con me che senza quell'opera
le giuste lotte degli anni ottanta non
avrebbero avuto storia.
Parimenti nacque l'idea e si realizzò,
tra mille difficoltà e incomprensioni,
un istituto di credito locale che in
breve ebbe l'affermazione che tutti
conosciamo.
La variante ovest sulla SS 424 della
Valcesano.
E ci fu anche, perché fingere
di dimenticarla, la scelta di mettere
in comunicazione diretta col centro
storico tutta la zona Mercatale-S.Biagio
per abbattere il diaframma psicologico
che ostacolava lo sviluppo urbanistico
verso Barbanti-S.Colomba. La scelta
non fu condivisa da molti pergolesi
e il manufatto che ne seguì,
dopo tanti anni di rinvii e silenzi,
mi fece pentire d'esserne stato un sostenitore.
Dirai: troppa carne a cuocere. E' vero:
non tutta la cuocemmo, ma è anche
vero che il governo della sinistra ricompattata
che ci sostituì (1970), ci spense
i fuochi e ci allontanò inopinatamente
dai "fornelli".
Credo che tutto ciò sia sufficiente
per dimostrarti che, se non hai progetti
segreti nel cassetto, la tua amministrazione,
al confronto di quella degli anni 1965-70
di cui sopra, "vivacchi" seduta
sul presente, senza prospettive su cui
richiamare l'attenzione dei cittadini
e delle istituzioni ai livelli superiori.
"Queta non movere"
è motto nemico degli interessi
pergolesi.
Eppure la "vigna" pergolese
non manca di problemi: basta soffermarsi
sulla viabilità interna ed esterna.
Il centro storico strozza la comunicazione
sud-nord e lo sviluppo urbanistico è
enormemente allungato anche per mancanza
di scelte urbanistiche adeguate e tempestive.
C'è necessità di una variante
che liberi la Città dal traffico
da e per Fabriano.
E le iniziative di carattere culturale?
Poche e non sempre di spessore confacente
a un centro che ufficialmente si dichiara
Città.
Non vedo scelte di promozione turistica.
Il museo dei Bronzi è ottima
cosa, ma anche se sarà realizzato
come i Pergolesi caparbiamente pretendono,
rischia di rimanere un fiore isolato
in costante pericolo di appassire. Prova
ad immaginare, ad esempio, quali potrebbero
essere le conseguenze per il turismo,
per lo sport e per l'economia locale
in genere, della creazione dei laghi
di Bellisio e di Madonna del Sasso-Poggetto
di Serra?
Al riguardo mi si dice che l'opera sia
tutt'altro che faraonica e potrebbe
risolvere anche un serio problema di
viabilità interprovinciale. Negli
archivi del Comune dovrebbe dormire
un progetto di massima con il consenso
acquisito dalle due provincie confinanti.
Ne sai qualcosa?
E' certo che la proposta fu cavallo
di battaglia della campagna elettorale
amministrativa di certi personaggi che
oggi contano in Provincia e in Regione.
Ai più Pergola risulta un comune
isolato, orgogliosamente chiuso nei
propri confini, mentre, secondo me,
dovrebbe saggiamente aprirsi al dialogo
con gli altri comuni limitrofi, senza
pretendere il riconoscimento di una
leadership che in larga misura esiste
già oggettivamente.
A questo punto mi chiederai perché
mi sono deciso a scriverti.
L'ho fatto perché ancora hai
tempo di impostare qualche progetto
che duri nel tempo e lasci una testimonianza.
L'ho fatto perché sono convinto
che tentare sia doveroso e utile, anche
quando non si ha il conforto dell'unanimità
dei consensi
ma, chi meglio di
te, non avendo prospettive di ricandidatura,
può correre senza danni questo
rischio?
L'ho fatto infine perché il nostro
"convento" è piccolo
e non vedo in prospettiva "abati"
disponibili e migliori.
Sindaco, Pergola ha bisogno d'invertire
la rotta, ha bisogno di amministratori-manager
e non di amministratori contabili.
Chiudo qui con la speranza che questa
lettera non susciti polemiche inutili,
ma serva di stimolo nell'impegno civico.
Sono una mosca cocchiera? Purtroppo
l'età non mi permette di più.
Ti saluto cordialmente.
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