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DALL'AUSTRIA
UNA NUOVATEORIA SUI BRONZI DORATI

Sabato 13 ottobre, nel corso di un convegno tenuto nella sede della Banca di Credito Cooperativo di Pergola, è stata esposta una nuova affascinante ipotesi sui "Bronzi Dorati".
Ad eccezione della relazione del Professor Pierluigi Dall'Aglio (Università di Bologna) incentrata sugli "Scavi di Suasa", la prima parte dell'incontro si è rivelata più "politica" con gli interventi di Dario Conti (Sindaco di Pergola), Luigi Minardi (Presidente del Consiglio Regionale), Palmiro Ucchielli (Presidente Provincia di Pesaro e Urbino), Paolo Sorcinelli (Assessore alla Cultura Provincia di Pesaro e Urbino), Alberto Drudi (Presidente della Camera di Commercio di Pesaro e Urbino), Armando Roia (Assessore alla Cultura del Comune di Pergola).
Da evidenziare l'intervento di Sorcinelli che ha rivelato il progetto, per la prossima estate, di allestire un'importante mostra archeologica nel museo pergolese con sculture e reperti rinvenuti lungo l'antico asse della Via Flaminia.
Dopo la pausa pranzo, la ripresa dei lavori si è rivelata più tecnica grazie alle esposizioni di Viktor H. Böhm (Università di Vienna) e Mario Luni (Università di Urbino).

Indubbiamente affascinante l'ipotesi del docente austriaco, secondo cui i Bronzi Dorati proverrebbero dall'Isola di Samos, nel Mar Egeo, e potrebbero essere identificati con la famiglia di Marco Tullio Cicerone.
Una teoria elaborata per oltre 15 anni, con i primi studi risalenti al 1986 quando i Bronzi Dorati furono esposti nel Museo di Storia dell'arte di Vienna.
Un'idea, forse, a prima vista fantasiosa, che però Böhm supporta con numerosi elementi, partendo dalla conferma della datazione delle statue all'età Cesariana. Il professore austriaco, dal confronto con la testa del cavaliere dei Bronzi con i ritratti di Cicerone ad oggi conosciuti, sostiene che vi siano numerosi punti di somiglianza.
Ulteriore elemento fondementale è che le statue s'incastonano perfettamente con un'esedra presente nell'Isola di Samos (nella regione della Cilicia, dove Cicerone era stato pro console) sulla quale, come riportano delle incisioni, era posizionato un gruppo bronzeo dedicato al famoso oratore ed alla sua famiglia.
Questa prima parte degli studi è stata pubblicata nella rivista "Antike welt" lo scorso anno, ma Böhm ha proseguito la propria ricerca, aggiungendo ulteriori indizi ed esponendoli per la prima volta durante il convegno.
Dall'analisi dei cavalli emerge come le decorazioni abbiano elementi in comune con la vita dell'oratore. Ulteriori studi porterebbero ad identificare l'altro cavaliere con il fratello di Cicerone, le due donne con la moglie Terenzia e la cognata Pomponia.
Alla domanda di come i Bronzi Dorati possano essere arrivati dal Mar Egeo a Pergola, Böhm avanza un'ipotesi legata all'odio di Marco Antonio nei confronti di Cicerone.
E' noto che sicari di Marco Antonio uccisero l'oratore. E' inoltre certo che, nel corso della sua ascesa, il condottiero romano soggiornò con Cleopatra nell'Isola di Samos.
E' quindi plausibile che per cancellare ogni traccia di Cicerone, Marco Antonio abbia fatto distruggere il monumento inviando le statue come "personale bottino" verso Roma seguendo la via più facile: la rotta navale che dall'Oriente portava ad Ancona e da qui lungo l'antica Via Flaminia.
Nel proprio intervento Luni ha dichiarato come la teoria di Böhm sia sicuramente ammissibile, per poi concludere il convegno con una relazione sulla presenza di statue nei municipi romani dell'area del Medio Adriatico.

Il Prof. Mario Luni
e il Prof. Viktor H. Böhm

 

Federico Temperini

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