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Il terrorismo suicida, portando la guerra più infame nel
cuore finanziario e politico degli Stati
Uniti, ha aperto una nuova epoca, gravida
di terribili incognite. E' un brutto
momento. Finita la grande vacanza, sull'uscio
di casa troviamo un bentornato amaro.
I risparmi della brava gente, ancorché
affidati a mani esperte, rischiano di
andare in fumo, causa la difficile congiuntura
internazionale, e non si sa come regolarsi,
anche perché gli esperti, travolti
dai quotidiani tracolli in borsa, hanno
fatto forfait.
Come se non bastasse, ecco la vicina
crisi del Medio Oriente, col suo atroce
frullato di morti sulle strade della
Palestina scuotere le nostre coscienze
e rinfocolare il timore di una nuova
rovinosa guerra fra Israele e il mondo
arabo.
Per fortuna in questi ultimi giorni
Stati Uniti e Gran Bretagna hanno rotto
gli indugi, hanno esortato Israele a
recedere dalla sua posizione di intransigenza
e hanno promesso l'appoggio ai Palestinesi,
perché venga restituito loro
quel lembo di terra a cui hanno diritto
per fondare uno Stato palestinese.
Una nota posizione che non è
sufficiente per rallegrarci, perché
è scoppiata la guerra tra Stati
Uniti e Gran Bretagna da una parte e
l'Afganistan dall'altra. Una guerra
per distruggere le basi del terrorismo
arabo afgano, responsabile di numerosi
atti terroristici che hanno costato
la vita a molti innocenti. Le due parti
belligeranti non riescono a porre le
basi per un dialogo pacifico e costruttivo
e parlano soltanto il linguaggio delle
bombe e con la minaccia addirittura
di una guerra con armi batteriologiche.
Ha ragione Bush, quando afferma: "Dopo
l'11 Settembre la vita non è
più quella di prima".
Sono crollate le sicurezze. La guerra
non si combatte più su campo
aperto. Una volta il nemico poteva venire
localizzato e colpito, ora si è
reso invisibile.
Il mondo si sta spostando da una posizione
di strategia nazionale a una strategia
mondiale. Il pericolo non ha frontiere.
Può colpire in qualunque luogo
e in qualunque momento. Essendo privo
di valori morali, le atrocità
che spinge a commettere sono cieche,
illimitate.
Assassinando civili e innocenti diffonde
l'orrore. Il genio del male che noi
chiamiamo demonio sta prendendo sopravvento
in molti.
Quando l'uomo ripudia Dio, cade nella
schiavitù di satana. Non pochi
laicisti si abbandonano alla facile
ironia, al qualunquismo dello sfotto
quando qualcuno parla del diavolo sempre
in agguato, come dice il Vangelo: "circuit,
querens quem devoret" , ci
circonda cercando la preda da divorare.
Gesù nel Vangelo parla molte
volte dell'esistenza del demonio e della
sua pericolosità. Il non credere
al demonio non ne cancella l'esistenza.
Si può scrivere quello che si
vuole, io preferisco credere a quanto
ha detto Gesù, piuttosto che
a certi scrittori la cui ignoranza è
pari alla loro presunzione. Non hanno
mai letto una sola riga della Bibbia
e del Vangelo e hanno la pretesa di
parlare dei contenuti dei testi sacri.
Certamente, quando si parla del demonio,
nessuno vuole rifarsi al solito tipaccio
con le corna, la coda e il piede biforcuto:
questo è il travestimento comico,
la parodia di satana. I demoni sono
angeli ribellatisi a Dio e precipitati
all'inferno. Sono angeli, quindi più
intelligenti dell'uomo, sono puri spiriti
senza corpo, quindi invisibili, che
per invidia spingono l'uomo al male.
Amici, è ora di credere più
a Dio e meno agli uomini, più
alla Bibbia e meno alle ideologie e
alle filosofie degli uomini.
C'è da domandarsi: "Dove
ci hanno portato le ideologie degli
uomini? Alla mancanza di dialogo, alla
incomunicabilità, alla guerra
totale, senza quartiere, senza limiti,
senza pietà, alla volontà
di distruggere tutto e tutti. Non è
ora di mettere giudizio? Non è
ora di ritornare a Dio, unica ancora
di salvezza, unica fonte di verità,
unico vero amico dell'uomo che ha sacrificato
suo figlio Gesù sulla croce,
per restituire all'uomo quella felicità
che l'uomo aveva perduto per sempre
per sua colpa?"
C'è qualche altra possibilità
di salvezza per l'uomo?
Saremmo lieti di venirne a conoscenza;
io francamente non ne conosco altre
all'infuori di quella insegnataci da
Gesù nel Vangelo.
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