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Era un uomo di alto spessore spirituale e di rilevante statura morale
che ha caratterizzato la vita politica
europea in un contesto di rovine umane,
morali e materiali, uno statista che
ha saputo interpretare laicamente l'esperienza
interiore cristiana durante l'occupazione
nazista in Francia e nell'immediato
dopo guerra. Sono in molti a ritenere
che egli abbia infuso nella sua opera
quella fede profonda, aperta al futuro,
che lo animava personalmente.
Un uomo nato
sul confine
Schuman nasce nel 1889. A pochi passi
dalla sua casa natale si incontra uno
dei simboli più tragici dell'Europa:
il cimitero dei soldati tedeschi delle
due guerre mondiali, oggi, a buona ragione,
definite "guerre civili europee".
Egli definirà se stesso "un
uomo di confine" espressione da
leggere in senso letterale. Schuman
infatti ricordava le dure lezioni di
una vita trascorsa su un confine di
diversi stati e le sue esperienze tra
popoli e culture diverse.
Il suo "curriculum vitae"
illustrerà bene le alterne vicende
delle relazioni franco-tedesche del
secolo XX. Nato a sud della città
di Lussemburgo da madre lussemburghese
e da padre nato poco oltre il confine
che dalla guerra del 1870 era sotto
la sovranità tedesca, il giovane
Schuman svilupperà il suo spirito
europeo a partire dalle esperienze personali
fatte in questa regione che sta nel
cuore dell'Europa. Egli simboleggia
sotto vari aspetti il punto d'incontro
delle strade in cui si è ritrovata
l'Europa. Già dagli inizi della
giovinezza riconosce e sperimenta che
i confini non possono essere ostacoli
che dividono, ma devono essere linee
di contatto finalizzate a promuovere
lo scambio economico e culturale fra
gli uomini. Il suo sogno grazie al costante
impegno suo e di uomini come De Gasperi
e Adenauer si è realizzato: le
strade di Francia, di Germania, d'Italia
e d'altre nazioni oggi sono strade dell'Europa
Unita; i confini sono saltati, i nazionalismi
non esistono più, non ci sono
contrapposizioni, i problemi si affrontano
insieme e così diventano più
facilmente risolvibili. L'Europa Unita
è la più grande conquista
del secolo ventesimo, una conquista
che non si è realizzata con guerre,
con spargimento di sangue fraterno,
ma attraverso il dialogo e la convinzione
che solo attraverso l'unione dei popoli
Europei l'Europa avrebbe potuto raggiungere
un progresso politico, sociale, economico
e finanziario che, rimanendo divisi
era impensabile.
Una fede vissuta
con semplicità
Schuman al grande acume politico univa
una fede cristiana che lo portava a
cercare di risolvere i problemi secondo
una visione cristiano-democratica della
politica. Quando ancora giovane, in
seguito ad un incidente di carrozza,
perde la madre alla quale era molto
legato, cade in uno stato di depressione.
Ma dalla madre era stato educato ad
una intensa vita di fede. Un amico che
lo sostenne e consigliò gli scrisse:
"Il dovere ti proibisce di lasciarti
assorbire completamente dal tuo dolore.
La Religione, la patria, l'umanità
hanno bisogno che tu sia un uomo intrepido.
L'apostolato dei laici nella nostra
società rappresenta un'urgente
necessità. Tu resterai nello
stato laicale (aveva espresso il
desiderio di entrare in un ordine religioso).
Così potrai fare del bene a tanta
gente che altrimenti non potresti avvicinare.
Credo che i santi del futuro saranno
santi in abiti laici".
Nella vita privata era modesto e cordiale.
Ma nelle conversazioni e nelle conferenze
conquistava con la forza persuasiva
del suo spirito, della sua volontà,
dei suoi argomenti, e con l'entusiasmo
delle sue convinzioni. Non ha mai messo
in mostra ostentatamente la sua fede,
senza tuttavia mai nasconderla; anche
da primo ministro andava a Messa nei
giorni feriali, quando gli era possibile
recitava il Breviario e aveva sempre
con sé una corona del Rosario.
I suoi avversari di sinistra deridevano
il suo spirito religioso, ma ammiravano
la sua coerenza.
Robert Schuman è la dimostrazione
che si può essere grandi politici
e cristiani convinti e praticanti.
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