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Robert Schuman, uno dei padri fondatori dell'Europa:
la testimonianza di un cristiano convinto e praticante

Era un uomo di alto spessore spirituale e di rilevante statura morale che ha caratterizzato la vita politica europea in un contesto di rovine umane, morali e materiali, uno statista che ha saputo interpretare laicamente l'esperienza interiore cristiana durante l'occupazione nazista in Francia e nell'immediato dopo guerra. Sono in molti a ritenere che egli abbia infuso nella sua opera quella fede profonda, aperta al futuro, che lo animava personalmente.

Un uomo nato sul confine
Schuman nasce nel 1889. A pochi passi dalla sua casa natale si incontra uno dei simboli più tragici dell'Europa: il cimitero dei soldati tedeschi delle due guerre mondiali, oggi, a buona ragione, definite "guerre civili europee".
Egli definirà se stesso "un uomo di confine" espressione da leggere in senso letterale. Schuman infatti ricordava le dure lezioni di una vita trascorsa su un confine di diversi stati e le sue esperienze tra popoli e culture diverse.
Il suo "curriculum vitae" illustrerà bene le alterne vicende delle relazioni franco-tedesche del secolo XX. Nato a sud della città di Lussemburgo da madre lussemburghese e da padre nato poco oltre il confine che dalla guerra del 1870 era sotto la sovranità tedesca, il giovane Schuman svilupperà il suo spirito europeo a partire dalle esperienze personali fatte in questa regione che sta nel cuore dell'Europa. Egli simboleggia sotto vari aspetti il punto d'incontro delle strade in cui si è ritrovata l'Europa. Già dagli inizi della giovinezza riconosce e sperimenta che i confini non possono essere ostacoli che dividono, ma devono essere linee di contatto finalizzate a promuovere lo scambio economico e culturale fra gli uomini. Il suo sogno grazie al costante impegno suo e di uomini come De Gasperi e Adenauer si è realizzato: le strade di Francia, di Germania, d'Italia e d'altre nazioni oggi sono strade dell'Europa Unita; i confini sono saltati, i nazionalismi non esistono più, non ci sono contrapposizioni, i problemi si affrontano insieme e così diventano più facilmente risolvibili. L'Europa Unita è la più grande conquista del secolo ventesimo, una conquista che non si è realizzata con guerre, con spargimento di sangue fraterno, ma attraverso il dialogo e la convinzione che solo attraverso l'unione dei popoli Europei l'Europa avrebbe potuto raggiungere un progresso politico, sociale, economico e finanziario che, rimanendo divisi era impensabile.

Una fede vissuta con semplicità
Schuman al grande acume politico univa una fede cristiana che lo portava a cercare di risolvere i problemi secondo una visione cristiano-democratica della politica. Quando ancora giovane, in seguito ad un incidente di carrozza, perde la madre alla quale era molto legato, cade in uno stato di depressione. Ma dalla madre era stato educato ad una intensa vita di fede. Un amico che lo sostenne e consigliò gli scrisse: "Il dovere ti proibisce di lasciarti assorbire completamente dal tuo dolore. La Religione, la patria, l'umanità hanno bisogno che tu sia un uomo intrepido. L'apostolato dei laici nella nostra società rappresenta un'urgente necessità. Tu resterai nello stato laicale (aveva espresso il desiderio di entrare in un ordine religioso). Così potrai fare del bene a tanta gente che altrimenti non potresti avvicinare. Credo che i santi del futuro saranno santi in abiti laici".
Nella vita privata era modesto e cordiale. Ma nelle conversazioni e nelle conferenze conquistava con la forza persuasiva del suo spirito, della sua volontà, dei suoi argomenti, e con l'entusiasmo delle sue convinzioni. Non ha mai messo in mostra ostentatamente la sua fede, senza tuttavia mai nasconderla; anche da primo ministro andava a Messa nei giorni feriali, quando gli era possibile recitava il Breviario e aveva sempre con sé una corona del Rosario. I suoi avversari di sinistra deridevano il suo spirito religioso, ma ammiravano la sua coerenza.
Robert Schuman è la dimostrazione che si può essere grandi politici e cristiani convinti e praticanti.

Don Luigi Bau

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