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Accolto a Cannes da pareri contrastanti, in giorni in cui "nessuno conosceva" la situazione afghana e l'integralismo dei Talebani, Viaggio a Kandahar arriva nelle sale cinematografiche proprio quando la città di Kandahar, assieme a Kabul, rappresenta il principale obiettivo dei bombardamenti americani sull'Afghanistan.
Il film, diretto da Mohsen Makhmalbaf, racconta come vivono le donne nell'Afganistan dei talebani.
La trama prende spunto da un incontro avuto dal regista iraniano con una giovane donna afghana emigrata in Canada, che lo andò a trovare chiedendogli aiuto, dicendogli d'essere in viaggio per raggiungere in Afghanistan un'amica che non resisteva più e voleva suicidarsi.
La giovane donna diviene Nafas, la protagonista del film. Una giornalista che lavora in Canada, impegnata nell'ambito sociale, che decide di tornare in patria dopo aver ricevuto una lettera disperata della sorella.
Il film, soprattutto in Francia, venne criticato per un'atmosfera troppo da cartolina con bei colori e un deserto "superbo, come in una pubblicità invitante a scoprire meraviglie del sud sahariano". In realtà la pellicola porta(va) alla luce un orrore senza limiti, ignorato per anni dall'occidente, divenuto improvvisamente di drammatica attualità.

Opera prima di Marco Ponti, Santa Maradona si rivela un bel film, che forse risente un po' troppo dell'ultimo filone di film italiani dedicati ai trentenni che attendono di entrare ufficialmente nella vita, ma senza fretta (vedi "L'Ultimo bacio").
La trama racconta di due amici, Andrea (Stefano Accorsi) e Bart (Libero De Rienzo) che passano la vita tirando avanti, fino a quando il primo va letteralmente a sbattere contro la bella Mercedes (Anita Caprioli) e scatta il colpo di fulmine.
Una storia d'amore improvvisa e appassionata che paradossalmente sarà d'aiuto a tutti i protagonisti (ai tre citati in precedenza bisogna aggiungere l'italoindiana Lucia, interpretata dalla bella e brava Mandala Tayde), spingendoli a cambiare la propria vita e a ricercare un nuovo futuro.
Malgrado una storia non particolarmente originale, la pellicola si segnala per i dialoghi ironici, battute a raffica, situazioni comiche e un cast di giovani attori che dimostra come il panorama cinematografico italiano sia pieno di ottimi elementi.
Un film da vedere, non fosse altro per le innumerevoli citazioni cinematografiche e i titoli di testa dove vengono raccolti alcuni dei più bei goal di Diego Armando Maradona. Un ultimo consiglio, non lasciate la sala fino a quando non sono terminati i titoli di coda.

L'ultimo film, anch'esso opera prima, è del regista libanese Josef Fares: Jalla! Jalla!
La trama parla di un matrimonio combinato tra famiglie libanesi, due giovani sposi che non ne vogliono proprio sapere, e un'irresistibile sequenza di guai, risse, incidenti e fughe!
Un debutto che non sembra pagare gli scotti tipici del regista all'esordio, il film risulta infatti ben confezionato e ben equilibrato in tutte le sue componenti.
Sostenuto da un soggetto brillante e da una solida sceneggiatura, la trama scorre veloce attraverso idee divertenti ed originali che rendono la visione piacevole.
Da segnalare che molti degli attori sono parenti di Josef Fares, a partire dal protagonista, fratello del regista.

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