In Italia aumenta continuamente il numero delle moschee e delle
Chiese protestanti. e si fa sempre più
audace la loro arroganza. Noi cattolici
abbiamo sempre favorito l'immigrazione e
ci siamo dati da fare, perché gli
immigrati potessero avere buona accoglienza.
La carità ha la precedenza su tutte
le altre considerazioni.
Abbiamo dato esempio di solidarietà
con i fratelli che vengono dall'estero,
aiutandoli a trovare un lavoro con il quale
possano provvedere alle necessità
delle proprie famiglie. E' ovvio che gli
immigrati, venendo in una nazione straniera
devono conformarsi agli usi e costumi delle
città e dei paesi nei quali vanno
ad abitare. Così si sono sempre comportati
migliaia di Italiani che all'inizio del
`900 e dopo la prima e seconda guerra mondiale
sono emigrati negli Stati Uniti, in Canada,
in Argentina, in Brasile e, in numero minore,
in altre nazioni.
Ottimi lavoratori, esemplari padri e madri
di famiglia hanno lavorato nelle miniere
di carbone, nelle cave, nella costruzione
di dighe, hanno prestato servizio militare,
e non pochi sono caduti combattendo in Francia,
nelle Ardenne, a Verdun, sulla Mosa, e,
nell'ultima guerra, in Normandia, sul Reno
e in Germania.
Gli Italiani si sono perfettamente adeguati
agli usi e costumi delle nazioni che li
hanno accolti. Non sempre questo è
avvenuto in Italia, specialmente da parte
di immigrati di religione mussulmana.
Quando questi ultimi hanno costruito la
loro moschea a Roma, hanno dichiarato: "Deve
essere più grande e maestosa della
Basilica di San Pietro, perché la
religione mussulmana è per numero
di aderenti la prima nel mondo".
E ora ne traggono vanto e dichiarano che
la Basilica di San Pietro è ben poca
cosa di fronte alla loro moschea. All'on.
Andreotti che si vanta di questa apertura
verso i mussulmani, chiedo: "Perché
per dovere di reciprocità e di giustizia
non si è fatto rilasciare il permesso
di poter costruire una chiesa cattolica
al centro della Mecca? Perché a cedere
siamo sempre noi cattolici?" I mussulmani
hanno molto denaro e stanno costruendo moschee
in molte città italiane. Sono arroganti
e prepotenti. In televisione hanno usato
espressioni blasfeme contro il Crocifisso.
Mi domando: "Ad essi è tutto
lecito? Non esiste la par condicio?"
In molte nazioni mussulmane è proibito
celebrare Messa e perfino fare il Segno
della Croce. Alla televisione facciamo tavole
rotonde in cui i mussulmani hanno posti
di rilievo e si concede loro la possibilità
di spiegare la loro dottrina e fare proselitismo
in casa nostra.
Il Vescovo comboniano Cesare Mazzolari,
titolare della Diocesi di Rumbek nel Sudan
meridionale, scrive: "Nel Sudan la
Chiesa è continuamente perseguitata:
chiudono scuole, Chiese, non permettono
ai sacerdoti cattolici di incontrare i fedeli.
Noi cattolici siamo vittime di superficialità
e di buonismo. Siamo arrivati all'assurdo.
In nome della tolleranza assecondiamo i
loro disegni e la loro logica di conquista.
Vedrete che in Italia, non appena si saranno
insediati, cercheranno di mettere in atto
i loro disegni politici di dominio e di
imperialismo.
E' impossibile per l'Islam scindere la religione
dalla politica. Appena possono prendono
il sopravvento politico e impongono le loro
leggi. Proprio per questo dobbiamo essere
più prudenti, ora siamo troppo ingenui.
Ricordiamo che i mussulmani spesso non rispettano
i diritti civili.
Grazie all'Ecumenismo oggi c'è maggiore
comprensione e dialogo, ma occorre essere
cauti e vigilanti.
Non possiamo dimenticare che solo in Turchia,
negli anni che hanno preceduto la prima
guerra mondiale, sono stati uccisi un milione
e mezzo di cristiani. Avrebbero dovuto chiedere
scusa e perdono, ma non l'hanno fatto.