|
L'AMICIZIA di
Marco Tullio Cicerone
(106 a.C. - 43 a.C.)
Chiudiamo il primo anno dei terzo millennio con un omaggio ai
bronzi dorati, che secondo la teoria
del professor Böhm rappresenterebbero
Cicerone e la sua famiglia (vedi articolo
di Federico Temperini nel numero di
ottobre). L'uomo a cavallo sarebbe proprio
lui, il nostro Marco Tullio, che personalmente
ho sempre immaginato come un grasso
commendatore.
La teoria del professor Böhm ha
stuzzicato la mia curiosità verso
il personaggio di Cicerone e
mi ha permesso di scoprire che già
a 25 anni aveva vinto una causa di diritto
privato e a 26 aveva difeso con successo
un certo Sesto Roscio, accusato di aver
ucciso il padre.
Queste e altre notizie su
Cicerone le potrete trovare nel breve
scritto dedicato a1l'amicizia, "quel
sentimento limpido e disinteressato
che non nasce dalla ricerca dell'utile,
ma da una inclinazione assolutamente
naturale, che unisce due o più
uomini, diviene la più nobile
delle coesioni quando si allarga alla
sfera pubblica e favorisce così
il bene dello Stato.
La sua più autentica e felice
manifestazione è proprio in
quella concordia sociale e civile
che è alla base della
moralità della cittadinanza e
della forze di una repubblica".
Le idee di Cicerone sull'amicizia sono
esposte per bocca dì Lelio
in occasione della scomparsa
di Scipione Africano, uomo eccezionale
e amico fedele. Sì parte con
un concetto fondamentale: l'amicizia
è una armonia di tutte le cose
umane e divine, insieme alla benevolenza
e all'affetto. "Racchiude in sé
moltissime cose.
Dovunque ti rivolga è pronta:
non è esclusa da nessun luogo.
Non è mai inopportuna, non è
mai noiosa... Fa più splendida
la buona sorte e più lievi le
avversità, dividendole e rendendole
comuni. Spero che la teoria del professor
Böhm sia giusta. Chiunque si rende
conto che avere nel museo di Pergola
una statua di Cicerone sarebbe un bel
colpo. Spero anche che il nuovo anno
porti l'atteso movimento turistico,
che per ora stenta a decollare. Ne riparleremo.
|