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Se Natale è una fiaba
è solo la festa dei consumi
di inutili regali:
è solo una doppia vacanza
con un pranzo più ricco,
un viaggio, una gita.
Se Natale è una fiaba
Non pretende poi molto:
basta un presepio
o un albero illuminato,
una elemosina,
una Messa a mezzanotte.
Se Natale è una fiaba
non è fatto per noi
colti e progrediti
non seduce nessuno,
non serve a nulla.
Altri miraggi, altre attese
illuminano i nostri orizzonti,
altre favole
possiamo raccontare
per essere creduti e seguiti
per gestire un potere importante.
Se Natale è una fiaba
è finito il suo tempo:
è un giorno qualunque
è la maschera
per nuove illusioni.
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Se Natale è un mistero
Gesù nasce anche oggi:
nei tuguri, nelle baracche,
nei dormitori pubblici.
Gesù nasce nel povero,
nel piccolo, nell'ignorante,
nel detenuto, nell'esule,
nel torturato, nell'oppresso.
Gesù nasce nell'emigrante clandestino,
nel diverso per colore, razza e religione,
nel bambino di strada sfruttato e ucciso,
negli zingari emarginati e temuti
accusati del male di tutti.
Gesù nasce nel disoccupato
nel malato, nel minorato,
nello sconosciuto abbandonato
lasciato morire da solo.
Gesù nasce nell'umile onesto
che fa ancora il suo dovere,
che crede e che spera,
Gesù nasce dove si cerca giustizia
e
amore
dove si soffre e si aspetta,
dove si offre amore,
dove si sazia fame e miseria,
dove si accompagna chi è solo.
Se qui nasce Gesù
questo è il presepio:
qui bisogna venire per incontrare Gesù,
per fare Natale
con lui.
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