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SCHEDA BIBLICA
a cura di
don Ugo Ughi

NATALE: UNA NUOVA UMANITA'

"Poiché i figli hanno in comune il sangue e la carne, anch'egli (Gesù) ne è divenuto partecipe, per ridurre all'impotenza mediante la morte colui che della morte ha il potere, cioè il diavolo, e liberare così quelli che per timore della morte erano soggetti a schiavitù per tutta la vita" (Lettera agli Ebrei, capitolo 2, versetti 14-15).
In questi due versetti è racchiuso il mistero della incarnazione e della morte di Gesù, Figlio dell'uomo e Figlio di Dio.
"Doveva rendersi in tutto simile ai fratelli, per diventare un sommo sacerdote misericordioso e fedele nelle cose che riguardano Dio, allo scopo di espiare i peccati del popolo" (Lettera agli Ebrei 2, 17).
E' quanto celebriamo nel mistero del Natale: un evento che ha dell'incredibile, che lascia sconvolti quanti sono al di fuori della prospettiva cristiana e che colma di gioia quanti credono nel Signore Gesù e sperano nella salvezza dell'uomo, del cosmo e della storia.
E' talmente grande l'amore misericordioso di Dio per noi, da volere il massimo della condivisione con l'umanità. "Doveva rendersi in tutto simile ai fratelli…". Non è un "dovere" che nasce fuori da Dio, per qualche forzatura esterna, ma è l'espressione più bella e più entusiasmante di un disegno sublime di viva e intensa partecipazione alla realtà e alla vicenda umana.
Dio non intende salvare l'umanità con un intervento esterno, tanto meno delegato, ma entrando lui, personalmente, con una umanità in tutto simile alla nostra, dentro la nostra avventura storica, spesso segnata da cattiverie, violenze, odi, discriminazioni.
Dio sceglie di affrontare in prima persona e in maniera visibile e verificabile la concreta condizione umana e le logiche mondane, fino ad accettarne nella sua carne le conseguenze più crudeli, per offrire con l'insegnamento e con la vita l'unica vera alternativa: quella di un amore sconfinato, di una gratuità assoluta, di un dono senza pari, fino all'ultima goccia di sangue!
Noi crediamo che Dio in Gesù non ci riconosce soltanto come figli e figlie, ma anche come fratelli e sorelle. "Infatti, colui che santifica e coloro che sono santificati provengono tutti da una stessa origine; per questo non si vergogna di chiamarli fratelli" (Lettera agli Ebrei 2, 11). E' davvero straordinario: possiamo dire che Dio ci è Padre e, insieme, fratello e amico.
Un dono di questo genere non può che riempire di gioia e renderci portatori di speranza per tutti, chiamati a fare questa medesima esperienza.
Proviamo ad accennare a qualche logica conseguenza:
1. Gesù sta al centro della vita e della storia. Scrive il Papa nella lettera apostolica "Novo Millennio Ineunte": "Non ci seduce certo la prospettiva ingenua che, di fronte alle grandi sfide del nostro tempo, possa esserci una formula magica. No, non una formula ci salverà, ma una Persona, e la certezza che essa ci infonde: Io sono con voi!" (n. 29).
2. Dalla centralità di Gesù proviene la bellezza, che è anche impegno (talvolta o spesso faticoso), di vivere relazioni interpersonali e sociali "nuove". Se Dio in Gesù si è fatto nostro fratello, noi che lo accogliamo, ci sentiamo sollecitati a stabilire fra di noi rapporti fraterni, costruttivi, senza i limiti e la crudeltà delle discriminazioni e dei rifiuti.
Lo intuiamo nel momento in cui affermiamo che a Natale si è tutti più buoni e meglio disposti verso gli altri. La coerenza vorrebbe che lo spirito del Natale continuasse e si affermasse in maniera più stabile fra le perone e nella società.
3. Perciò, impariamo la solidarietà e la condivisione. Questa è la via per cui passa il mistero e il dono della salvezza. Il Bambino di Betlemme, crocifisso e risorto, parla di solidarietà piena e perfetta con tutti e con ciascuno. Non c'è croce, in cui non ci sia la presenza partecipe e salvante di Gesù.
Chi crede in Gesù, non può prendere o creare distanze, se non dal male e dall'ingiustizia. Dio si è fatto e si fa vicino (Dio-con-noi) per rendere la storia di tutti e di ciascuno storia di salvezza. Noi, figli dello stesso Padre, dobbiamo diventare sempre più costruttori di dialogo, di incontro, di condivisione, perché ci sia possibilità di vita, di benessere e di pace per l'intera umanità. "Gloria a Dio e pace agli uomini": solo così si fa davvero Natale!
Un sogno? Perché non sognare?
E' perché non operare con il Signore Gesù, che ci domanda accoglienza e responsabile collaborazione, per far sì che il sogno diventi realtà?

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