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Non sappiamo quanto durerà questa guerra che sicuramente,
vista la disparità delle forze
in campo, sarà vinta dall'Occidente.
Potrebbe però essere una vittoria
di Pirro. Infatti se l'Occidente si
imbarcasse in una guerra mondiale permanente,
oggi in Afghanistan, domani magari in
Iraq o in Sudan o in Somalia o altrove,
seguirebbero devastazioni culturali
e sociali tali da stravolgere i nostri
connotati. Se per annientare il terrorismo
che infesta il mondo l'Occidente dovesse
risultare stravolto, non ci sarebbe
troppo da festeggiare la vittoria.
La retorica della sicurezza sopra tutto
che trasforma la guerra da mezzo a fine,
finirebbe per assimilarci alla barbarie
che vorremmo estirpare. Per ora non
siamo in questa situazione. Ma, come
scriveva Ovidio, "principiis obsta",
cioè opponiti agli inizi prima
che la situazione precipiti. Ci sono
avvisaglie poco promettenti, specialmente
negli Usa. Tanto da far dire ad un senatore
di quel paese, Patrick J. Leahy: "rischiamo
di assomigliare ad alcune cose che vogliamo
combattere".
Quel senatore, democratico, presidente
della Commissione Giustizia del Senato,
si riferisce alle misure speciali antiterrorismo
che il Governo americano ha preso senza
consultare il Congresso, la più
rilevante delle quali è il decreto
del Presidente Bush col quale si stabilisce
che gli stranieri accusati di terrorismo
saranno processati da tribunali speciali
militari. Questi giudicheranno in segreto
e potranno condannare gli accusati a
morte senza possibilità di appello
e usando prove inammissibili davanti
ad una corte civile.
In seguito a questo decreto sono stati
arrestati 652 cittadini immigrati, nessuno
dei quali accusato di terrorismo. Il
Ministro della Giustizia Ashcroft ha
dichiarato che è stato fatto
per garantire la vita degli americani
e che "è difficile per una
persona che sta in carcere uccidere
innocenti". Con una logica del
genere basterà detenere nelle
carceri tutti i cittadini immigrati,
compresi i carcerieri, e la sicurezza
dei cittadini americani sarà
garantita al massimo. "Ubi maior
minor cessat".
Quando c'è chi vale di più,
i diritti di chi vale di meno possono
anche andare a farsi benedire. Ma chi
stabilisce chi vale di più e
chi vale di meno? Finora gli USA hanno
dato lezione al mondo sui diritti umani.
Anche per difendere i propri interessi
hanno impugnato l'arma dei diritti contro
i nemici del momento. Ma con l'istituzione
di tribunali speciali, tipica degli
stati totalitari, come faranno a criticare
i Cinesi o Saddam Husseim?
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