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GRAN CASINO’ ITALIA

 

L’Italia sta battendo il primato degli incassi da lotterie, calcioscommesse, totip, sisal e promotori vari, occulti e legali, di "giochi" che dovrebbero soddisfare il desiderio di conquistare una vita da sceicchi.
Assistiamo tutti i giorni ai riti che la dea bendata pretende dai suoi "fedeli": c’è la febbre della schedina,della valutazione dello stato di grazia degli atleti e delle formazioni in gara, del calcolo delle probabilità, della ricerca del "sistema" che faccia raggiungere risultati con minor impegno finanziario.
Per quanto riguarda il lotto e il superenalotto, si registrano coinvolgimenti incredibili: c’è la massaia come il giocatore incallito, ci sono addirittura amministratori e politici che coinvolgono le istituzioni per conseguire vincite che possano raddrizzare bilanci o disastrati.
Il mercoledì e il sabato sono i giorni della verifica, quelli in cui milioni di occhi sono incollati ai televisori per seguire le estrazioni del lotto.
E la stampa e la televisione enfatizzano questo fenomeno che sta condizionando il costume della società.
Si dilapidano salari, stipendi e risparmi, si contraggono addirittura debiti per tentare la sorte nei modi e nei tempi che enti e Ministero delle Finanze fissano per concorsi e lotterie.
E l’Italia è diventata un GRAN CASINO’ NAZIONALE: ovunque puoi giocare: dal tabaccaio, nei bar, nelle edicole dei giornali, anche per le strade o negli angoli nascosti ove operano le "ricevitorie volanti" del totoscommesse privato.
E’ la nuova sopratassa furbescamente imposta che gli italiani (non tutti) pagano senza mugugno producendo introiti erariali di migliaia di miliardi.
Quello che sconcerta è lo Stato che legalizza un gioco che ormai ha raggiunto gli estremi del gioco d’azzardo vero e proprio. Non si perseguono i cittadini che fanno ressa ai botteghini, mentre si persegue il gioco clandestino delle bische estemporanee che qua e la esercitano il gioco d’azzardo.
Mi sfugge la differenza che esiste sul piano morale tra il gioco cosiddetto legale e quello delle bische nascoste.
Sostanzialmente mi pare che la differenza stia nel fatto che lo Stato non sia in grado di esigere la tangente sulla "cagnotta" dovuta al biscazziere occulto, perché se gli fosse possibile sarebbero legalizzati tutti i circoli privati che vengono perseguiti con impegni e severità degni di ben alti crimini.
Queste mie considerazioni prescindono da ogni principio morale perché se dessi retta allo sdegno che provo di fronte a questo fenomeno d’incoscienza collettiva dovrei usare un linguaggio molto severo nei confronti di uno Stato che non merita più la s maiuscola tanto è grave la sua responsabilità di grande e imperdonabile diseducatore sociale.

Peppe Lombardi           

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