Da cinque mesi,
ar posto der lumino
che s'accenneva pe' l'avemmaria,
cianno schiaffato un lume d'osteria
cor trasparente che c'è scritto: Vino.
(Trilussa)
Vent'anni fa, una torrida
domenica d'estate.
Il paese era deserto:nessuno giù
la piazza. nessuno per le viuzze d'accesso alla fitta schiera di case vecchie.
Molte famiglie erano andate al
mare. E chi era rimasto in paese cecava refrigerio all'ombra dei tigli e degli
ippocastani, nel vecchio molino in disuso.
L'unico esercizio pubblico aperto
era l'osteria del maestro, sotto il porticato.
Dietro il bancone stava
ilmaestro, stanco e annoiato in attesa di improbabili clienti. E ingannava il tempo
strofinando bicchieri, litri boccali e "foiette", disposti in bell'ordine in uno
scaffale di legno.
Un crocefisso, due tavoli pure di
legno e qualche sedia di sgarza completavano l'arredo dell'angusto locale. Il piangito,
come tutto il resto, era ben pulito,
L'oste era un vero maniaco della
pulizia.
D'un tratto, inaspettato, entrò
Calibano. "Dammi un bicchiere di vino rosso e tre bianchi".
Il maestro fu sorpreso.
"Quattro bicchieri, ho capito bene?"
"Perchè, c'è qualcosa che
non va?"
"No, no. Io te ne dò anche
dieci....".
"Non ne voglio dieci, ne
voglio quattro".
Calibano bevve lentamente, con
gravità e se ne andò.
La stessa scena si ripeté per
qualche domenica. Fino a che il maestro, vinto dalla curiosità, si decise."Ma
perché proprio quattro bicchieri?".
"Perché io e i miei tre
fratelli, che sono all'estero, non ci vediamo mai. Così abbiamo deciso di brindare tutte
le domeniche, ciascuno alla propria salute e a quella degli altri".
"Non sapevo che avessi tre
fratelli...".
"E allora?".
Per anni e anni, puntualmente,
Calibano celebrò quel suo personalissimo rito nell'osteria del maestro.
Ma qualche giorno fa: "Dammi
tre bicchieri di vino".
La sua voce era triste, come se
avesse perduto qualche persona cara.
Incuriosito a sua volta, il
maestro gli ha chiesto. "Che c'è, Calibano, è morto forse uno dei tuoi
fratelli?"
"No, no; loro stanno bene,
E' che il medico mi ha proibito di bere". |