I camion ormai
sono i padroni incontrastati della via, la polvere impera coprendo ogni cosa, il rumore
assordante è a livelli tali che parlare diventa quasi impossibile. Non siamo nella zona
industriale di una grande città, ne' all'ingresso di un cementificio, ma nel centro di
Pergola; nel cuore della nostra cara e bella Pergola: in quella via Gramsci che solo pochi
anni fa pareva rivivere di un nuovo splendore, grazie alle facciate delle piccole case
ristrutturate ed a qualche nuova iniziativa commerciale.
Gli autotreni, che provengono dalla cava di Bellisio Solfare e che ogni giorno
attraversano questa strada, sono centinaia e la situazione è insostenibile.
A nulla sono valse le proteste dei cittadini, che si sono susseguite da quando la cava è
passata dalle mani di un piccolo privato ad una grande società (che sembra faccia capo al
gruppo Agnelli). Tutto, come sempre, tace. Nessuno ascolta chi ha scelto di vivere qui,
lasciando le comodità della città per un ambiente tranquillo e che ora si ritrova ad
abitare tra il frastuono e la povere.
Lo si sa: la via dell'inferno è lastricata di buone intenzioni, ma nessuno avrebbe mai
immaginato che gli inferi si sarebbero presentati nel pieno centro cittadino sotto forma
di inquinamento di ogni genere, nel silenzio - o forse peggio con l'accondiscendenza - di
una amministrazione comunale che si era presentata prospettando un futuro basato sulla
salvaguardia dell'ambiente e sul turismo.
Perché poi i cittadini dovrebbero subire tale condanna? A che pro? Quali garanzie
occupazionali si hanno in cambio di tutto questo macello?
L'unica prospettiva che ci si può attendere da questo tipo di impresa è la devastazione
ambientale, così come già avvenuta in passato nei colli Euganei o nella vicina Gubbio.
Altro che rispetto dell'ambiente! Altro che turismo!
Come si può pensare ad uno sviluppo turistico basato sull'apertura del Museo dei Bronzi,
situato nei locali dell'ex convento di San Giacomo già sede del Liceo scientifico, se lì
davanti transitano in continuazione enormi autotreni? Come si può immaginare che pullman
carichi di scolaresche possano visitare il "Palazzolo", la maggiore opera d'arte
cittadina, se sulla porta d'ingresso della piccola chiesa le folate di polvere provenienti
da assordanti camion ti investono ricoprendoti di bianco?
La situazione è grave anche sulla statale 424, che in 36 chilometri attraversa molti
centri abitati. Ma nemmeno qui, lungo la valle, si sentono gli echi delle proteste dei
cittadini pergolesi. Urla inascoltate, grida nel silenzio.
Noi raccogliamo questa civile protesta e la facciamo nostra, perché anche nostra è la
città. Perché qui abbiamo deciso di vivere: prediligendo l'ambiente alle comodità,
l'aria alla polvere, la tranquillità al caos. Questi Bisonti della strada - che nulla
portano in cambio del loro disturbo - vadano altrove ad inquinare altre arie, ad occupare
altri spazi, a mangiare altri monti. |