La società
italiana di questi ultimi anni appare sempre più schizofrenica - schizzata, si direbbe
con un termine attuale -, e della stessa sindrome soffre la classe politica. Ora, quale
dei due soggetti sia la causa e quale la conseguenza è difficile dirlo e la domanda
riporta all'annoso quesito sulla primogenitura dell'uovo rispetto alla gallina.
Fatto è che il morbo affligge in simbiosi e in eguale misura politici e cittadini.
Gli esempi non mancano davvero.
Uno dei segnali più eclatanti di questo sdoppiamento della personalità si rileva quando
si affronta il tema della famiglia.
E' ora di finirla con le ipocrisie, lo si dica chiaramente: la famiglia va abolita, è di
per se' una vergogna, è retaggio di una visione clericale e bigotta. Sopprimiamo quindi
l'ordinamento in materia, seppelliamo il matrimonio civile e combattiamo con tutte le
forze quello religioso. Basta con i mezzucci e le leggine; finiamola di sparare con la
carabina a due colpi, imbracciamo il mitra, mettiamo in campo i cannoni ed abbattiamo la
famiglia per sempre, che Diamine!
I cattolici, e con loro quelli che amano questo tipo di convivenza sono stanchi di avere
un nemico codardo che lancia i sassi e nasconde la mano, che da un lato salvaguarda il
matrimonio civile e dall'altro favorisce le coppie di fatto e quelle gay; che plaude una
società basata sulla famiglia e vota per la procreazione assistita per le coppie
eterologhe; che un giorno aumenta gli assegni familiari e il giorno dopo inneggia
all'aborto.
Facciamola finita, cancelliamo il matrimonio e basiamo la società sulle comuni, sui
centri sociali o magari sulle case di tolleranza. Siamo coerenti fino in fondo!
I cattolici - che così si chiamano quando servono a portare voti e che invece sono
"clericali" quando votano secondo la propria coscienza - si abbia il coraggio di
metterli in un ghetto, di relegarli nelle riserve.
Non se ne può più di una società che non è lineare, di ideologie a zig-zag, di partiti
ondivaghi di politici ballerini. La sinistra che oggi è al governo sia coerente, proponga
l'abolizione del matrimonio. Non abbia paura, la sinistra, di giocare le proprie carte,
perché è vero che la destra ha in mano l'asso e forse anche il tre, ma questa destra del
gioco della briscola non conosce nemmeno le regole.
Fatecela vedere quindi la società basata sulle comuni e sui centri sociali, fatecela
conoscere questa figlia meravigliosa del socialismo reale! Potremo finalmente anche noi
battere le mani in applausi scroscianti come già hanno potuto fare per la sua mamma nei
Paesi dell'Est. Lì, del troppo applaudire portano ancora i segni, e non sono solo mani
spellate. |