"Ritorno": sarà questo, dopo le schede iniziali
di "Contemplazione", il tema di altre tre schede, suggerite dallAnno del
Padre e dalla Quaresima in corso.
"Tornerò da mio Padre": è il proposito del figlio prodigo, che prende
finalmente atto della sua situazione.
* "Il figlio
più giovane... partì per un paese lontano".
Non occorrono sofisticate
ricersche sociologiche o statistiche per accorgersi che oggi prosegue un consistente
movimento di allontanamento da Dio.
Se nella seconda metà del nostro secolo abbiamo potuto vedere, nel primo dopoguerra, un
periodo nel quale sembrava che ci fosse un rifiorire del senso religioso, ben presto
abbiamo dovuto constatare, proprio allinterno di quella stessa tendenza, i sintomi
di un malessere morale, di cui non è il caso di fare la diagnosi, ma del quale possiamo
indicare le cause nella progressiva crescita di un materialismo non solo ideologico, ma
più ancora pratico; nellillusione di conquiste scientifiche, che hanno fatto
credere alluomo di poter ormai tutto osare e tentare; in una corsa sfrenata al
benessere, che è sembrato diventare lunico scopo della vita, nellaffermarsi
prepotente di una mentalità libertaria e permissiva, favorita in modo spesso strumentale
dal mondo della politica, del commercio, dello spettacolo.
La tentazione dellinizio: "Sarete come Dio" si è ripresentata con
la virulenza di sempre; la storia del figlio "sprecone", che aspira a una
libertà assoluta, pretende di usare dei beni senza alcun freno di limite o di prudenza,
considerandoli non come "doni", ma quali "diritti" ed esigendoli in
modo individualistico, egoistico, a vantaggio di chi più può e osa, si è ripetuta ed è
quasi il simbolo delluomo contemporaneo.
I giovani crescono paurosamente con questa mentalità e la nostra situazione sociale
assume sempre più le caratteristiche bibliche di una Babele che costruiamo sfidando il
cielo, ma anche aumentando contrapposizioni, incomprensioni, violenze, guerre...
Una cosa è certa: oggi noi sprechiamo tutto: salute, beni materiali, risorse energetiche,
valori fondamentali, quali famiglia, onestà, serietà, solidarietà fraterna, ricchezze
naturali come acqua, equilibri ecologici, capacità di dominare gli istinti, amore umano,
sensibilità, senso della misura...
Ci riduciamo in miseria.
Il male non è più soltanto personale; diventa sempre più sociale. La sua dimensione non
si estende solo a singoli o a gruppi, ma si allarga a tutta la comunità e, come morbo
contagioso, si attacca anche ai continenti della povertà e del sottosviluppo, ai quali i
popoli ricchi negano per un verso laiuto economico e sociale di cui hanno bisogno,
mentre per laltro fanno balenare davanti lillusione di un progresso, di una
presunta civiltà, che sempre più rivela gli aspetti negativi della loro e aumenta i
rischi di guerre, violenze, stragi, pulizie etniche...
Il corrispettivo biblico di "diluvio universale", di "Sodoma e
Gomorra", di "Apocalissi", labbiamo già sperimentato in due guerre
mondiali, nei campi di sterminio, nelle violenze razziali, nelle varie forme di
perversione e di malvagità.
Occorre un "esame di coscienza", che ci porti a una valutazione
realistica della situazione e che ci apra gli occhi: "Io qui muoio di fame".
Allora potrà esserci un ritorno al Padre, un movimento che, partendo da una nuova
evangelizzazione, riprenda a formare singole coscienze, gruppi cristiani, comunità
apostoliche forti nella fede e coerenti nella pratica.
Tutto questo è possibile. Anzi, è sicuro.
La storia biblica ci parla anche di Esodo, di ritorno dallesilio, di ricostruzione
del tempio e della "santa città" da parte di un popolo, che si commuove e si
rinnova, perchè ricomprende la bellezza e la gioia di valori autentici perduti.
Questo "ritorno" è dono di Dio, ma anche risposta degli uomini. E insieme
grazia divina e recupero di saggezza umana. Richiede riflessione e impegno, apertura di
occhi e volontà di camminare. E Il cammino simboleggiato dalla Quaresima, che si
conclude nella Pasqua.
* "Padre, ho peccato
contro il cielo e contro di te: non sono più degno di essere chiamato tuo figlio".
Già in questo proposito di
preghiera sta la salvezza: esprime tutta la nostalgia della "Casa del Padre".
Non ci siamo ancora accorti che tutto il nostro scontento, tutta la rabbia, che spesso si
esprime in atti di violenza, di morte, di autodistruzione, tutta la voglia di uscire da
noi stessi e di drogarci nelle varie droghe del nostro tempo - chiasso, alcol, sesso -
altro non sono che segni di un vuoto da riempire, di una pienezza da raggiungere, di una
liberazione da realizzare e che solo il ritorno al Padre ci potrà dare.
Un Padre qual è quello della parabola più bella del vangelo: un Padre vicino al quale
nulla ci manca; un Padre che, unico, in assoluto, rispetta la nostra libertà; ma un Padre
che ci aspetta, perchè ci ama.
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