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 COMUNE DI PERGOLA
PROVINCIA DI PESARO E URBINO
SETTORE TECNICO

 

ACQUEDOTTO COM.LE E POTABILITA' DELL'ACQUA

  1. Struttura dell'acquedotto del Catria. In località Cafanne le acque di 4 sorgenti sono addotte, mediante tubi in ferro, al primo pozzo di raccolta. Da lì parte un tubo di cemento/amianto di circa 1 Km che arriva fino a circa 50 metri dalla camera di raccolta generale. Negli ultimi 50 metri il tubo è in metallo. Il tubo che conduce l'acqua dalla Sorgente Lago alla camera generale di raccolta è in metallo. Non si esclude un tratto di pochi metri (3/4) in cemento/amianto ma la verifica è difficoltosa essendo il tubo protetto dal cemento. Dalla camera di raccolta generale delle acque (Cafanne e Lago) riparte un tubo in cemento/amianto che arriva fino al punto di rilievo n. 1 (Bellisio Solfare). In località Poggetto c'è una camera di raccolta dell'acqua dove avviene la potabilizzazione con lampade.
  2. Cronologia degli eventi. In data 26.05.98 venivano effettuati dalla A.U.S.L. n.3 prelievi di acqua presso i punti 1 (Bellisio Solfare), 5 (Capoluogo), 13 (Osteria del Piano), Sorgente Lago, Sorgente Cafanne, Pozzo Simonetta 1, Pozzo Simonetta 2, pozzo Simonetta 3, Pozzo Cesano 1, Pozzo Cesano 2.
  3. Le analisi chimiche evidenziavano un I.A. inferiore a 12 (11,9) nei punti 1 (Bellisio Basso), Sorgente Lago, Sorgente Cafanne.
    La A.U.S.L. con una nota del 06.06.98 trasmetteva i risultati ricordando parte del contenuto della Circolare n. 42 del 01.07.1986 e precisamente quello che "vieta l'uso dei tubi in cemento (amianto) in presenza di acqua il cui indice di aggressività è inferiore a 12".
    Venivano richieste nuove analisi e in data 11.06.1998 si effettuavano prelievi nei punti Sorgente Lago, Sorgente Cafanne, Capoluogo con identici risultati.
    Le analisi erano trasmesse al Comune di Pergola con nota del 11.06.1998 (protocollo 17.06.1998).
    Il giorno 18.06.1998, in via precauzionale, veniva emessa l'ordinanza n. 134 per vietare l'uso dell'acqua.
    Pochi giorni dopo iniziava la clorazione dell'acqua a valle delle sorgenti Cafanne e Lago (nella camera di raccolta generale).
    In data 07.07.1998 venivano effettuati prelievi per nuove analisi chimiche presso i punti 1(Bellisio Solfare), 2 (Bellisio Alto), 3 (Percozzone), 4 (Pantana), 5 (Capoluogo), 13 (Osteria del Piano) e località Poggetto.
    Solo il campione prelevato nel punto n. 4 (Pantana) evidenziava un I.A. minore di 12 (11,9): ma in tale zona e a valle della stessa le tubazioni non sono in cemento/amianto: in tutti gli altri punti l'I.A. era ritornato uguale o maggiore di 12.
    La A.U.S.L., accertato tramite nota prot. n. 8259 del 09.07.98 del Comune che a valle del punto n. 1 non ci sono tubi in cemento/amianto, esprimeva parere favorevole alla revoca della ordinanza, che di fatto era revocata con ordinanza n. 139 del 13.07.1998.
    Successivamente e precisamente in data 28.07.1998 era avviata la clorazione presso la camera di raccolta delle acque delle Sorgenti delle Cafanne al fine di coprire anche il tratto Cafanne/camera generale di raccolta delle acque delle Sorgenti Cafanne e Lago.
    Al fine di comprendere meglio le ragioni del fenomeno verificatosi (calo del I.A.) veniva richiesta consulenza della S.E.A. la quale già con nota trasmessa in data 01.08.1998 dava i primi suggerimenti: tenere sotto controllo l'I.A., monitorare giornalmente la concentrazione di ipoclorito, prestare particolare attenzione allo spurgo delle tubazioni nella fase successiva ad eventuali rotture allorché si verifica il maggior rischio di rilascio di fibre di crocidolite eventualmente presenti.
    Nella prima quindicina di Agosto 98 si rendeva necessario per 5/6 giorni procedere alla chiusura/apertura delle saracinesche dell'acquedotto per contenere il consumo di acqua nelle ore notturne.
    A fini essenzialmente cautelativi, veniva emessa l'ordinanza n. 147 del 14.08.1998 per vietare l'uso potabile dell'acqua stessa.
    L'apertura/chiusura delle saracinesche e quindi lo svuotamento/riempimento delle condotte può produrre il distacco dalle tubazioni, dai giunti, dalle camere di raccolta e dalle stesse saracinesche di impurità che si mescolano all'acqua.
    In tali circostanze è buona norma che per un certo periodo l'acqua non venga utilizzata per uso potabile.
    Successivamente, vigente ancora l'ordinanza 147 del 14.08.1998, venivano effettuate nuove analisi che rilevavano nuovamente in alcuni punti di prelievo un indice di aggressività inferiore a 12.
    In via prudenziale l'ordinanza 147 veniva mantenuta anche se ai sensi della circolare 42/86 avrebbe potuto essere revocata.
    Solo in data 16.01.1999, a seguito dei risultati favorevoli su tutti i prelievi del 28.12.1998, l'ordinanza 147 veniva revocata.

CONCLUSIONI

  1. La presenza di acqua con un indice di aggressività inferiore a 12 produce sicuramente il rilascio di fibre di amianto?
  2. NO! può produrre il rilascio di fibre! La verifica si fa analizzando campioni di acqua tramite microscopia elettronica analitica. Tale tecnica analitica non è attualmente disponibile presso l'A.U.S.L. n. 1 di Pesaro e pertanto le analisi delle fibre sospese nell'acqua devono essere effettuate presso l'Istituto Superiore di Sanità di Roma su richiesta della A.U.S.L.o della Regione.
    Il Comune di Pergola ha richiesto alla A.U.S.L. n°3 e alla Regione di far effettuare le analisi per accertare se nell'acqua che transita per le tubazioni in cemento/amianto ci sono, e in che quantità, fibre di amianto.

  3. Perché, allora, la circolare 42/86 prescrive di non utilizzare tubi di cemento amianto per condurre acqua con indice di aggressività inferiore a 12?
  4. Anche se non ci sono prove sulla pericolosità di fibre di aumento sospese in acqua la prudenza suggerisce che è meglio che non ci siano. Di competenza è meglio usare tubi in cemento/amianto in presenza di acque aggressive.
    Tuttavia, a riprova del valore essenzialmente precauzionale del provvedimento, la prescrizione della circolare riguarda gli impianti da realizzare dopo la sua entrata in vigore mentre vengono fatti salvi quelli in cementi/amianto già esistenti.

  5. Se nell'acqua ci fossero fibre di amianto ci sarebbe pericolo per la salute?
  6. Il decreto Ministeriale 14/05/1996, allegato 3, al punto 2 precisa: "L'organizzazione mondiale della Sanità (O.M.S.) ha pubblicato, nell'anno 1994, il documento "Direttive di qualità per l'acqua potabile" - Volume 1 Raccomandazioni - nel quale si è così espressa nei confronti del rischio per la salute correlato all'ingestione di fibre di amianto attraverso l'acqua potabile…" Non esiste dunque alcuna prova seria che l'ingestione di amianto sia pericolosa per la salute, non è stato ritenuto utile, pertanto, stabilire un valore guida fondato su delle considerazioni di natura sanitaria, per la presenza di questa sostanza nell'acqua potabile" (cioè non è stato ritenuto utile neppure fissare un numero di fibre per litro di acqua, oltre il quale l'acqua stessa sarebbe pericolosa, proprio perché non c'è prova che l'ingestione di amianto con l'acqua sia pericolosa per la salute mentre è provata la pericolosità in caso di ingestione attraverso le vie aeree per respirazione).
    Il mensile "La Nostra Valle" alla nona domanda di un articolo dei Sigg.ri Fadelli - Marini (l'amianto è cancerogeno?) risponde: sicuramente sì! Tale certezza è in contrasto con quanto affermato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità nel citato allegato n° 3 ed anche con quanto afferma il servizio dell'A.U.S.L. n° 1 con una nota del 20.11.1998: "il problema lamentato non sembra giustificare un grave allarme; infatti le linee guida nella qualità dell'acqua dell'O.M.S. del 1994 non hanno ritenuto utile stabilire un valore guida basato su considerazioni sanitarie e gli stessi studi E.P.A. hanno fissato un limite prudenziale a livelli di inquinamento (da amianto) che in Italia, finora, non sono mai stati raggiunti".
    Bene avrebbe fatto la Nostra Valle a fornire una risposta fondata sulla norma e sulle ricerche mediche e non su considerazioni personali suffragate da riflessioni apparentemente bonarie e di buon senso ma in realtà fortemente tendenziose.(o "altrimenti perché i tecnici sarebbero allarmati?").
    E' evidente, poiché la ricerca è in continua evoluzione e certi dati di oggi potrebbero essere riconsiderati in futuro, che tutti, anche i tecnici, trattino l'argomento con molta prudenza.
    Di sicuro è meglio avere acqua senza fibre di amianto e di certo bisogna provvedere in tal caso sostituendo i tubi! Passare però dalla prudenza alla declamazione della effettività del pericolo ce ne corre!
    Né ci si dica che l'Amm.ne Comunale non aveva reso note le informazioni sopra riportate: con nota del 06.08.1998 era stata trasmessa al Dott. Mauro Marini, uno degli autori dell'articolo, una dettagliata relazione sullo stato dell'acquedotto, sugli esiti delle analisi, sui provvedimenti adottati e sulla normativa vigente.

  7. Infine, possono star tranquilli i Pergolesi?
  8. Danni da ingestione di amianto con l'acqua non sono provati. Neppure è provato che ci siano fibre di amianto nella nostra acqua.
    In tale situazione gli allarmi non trovano giustificazioni neppure quando l'I.A. è minore di 12. Ricordo tuttavia che l'I.A. è tornato su valori normali e che quindi non devono essere sollevati dubbi sull'uso potabile dell'acqua.

  9. Quando i Pergolesi potranno lasciarsi alle spalle dubbi preoccupazioni, interpretazioni ecc.?
  10. Nel corso del 1999 inizieranno i lavori di sostituzione dei tubi da Bellisio a Cafanne e riteniamo che entro la fine dell'anno 2000 saranno stati sostituiti tutti.
    Fino allora l'Amministrazione Comunale, come ha puntualmente fatto fino ad oggi, manterrà, insieme agli enti competenti, una stretta vigilanza nell'acquedotto.
    I cittadini possono avere la certezza che il problema dell'acqua è affrontato con la serietà, la continuità e l'attenzione che merita.

     

L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI PERGOLA       

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