Riceviamo dal
Sindaco di Pergola questa dettagliata nota sulla questione della potabilità dell'acqua
cittadina. Un grazie sincero a nome nostro e dei lettori.
Prendiamo atto con soddisfazione che nei diversi articoli che abbiamo pubblicato sulla
materia nei mesi scorsi non abbiamo dato notizie sbagliate, diversamente il Sindaco ce lo
avrebbe fatto notare. Più in generale ci è sembrato giusto sollevare il problema:
perché è un problema di grande interesse e siamo contenti di avere - anche se non
proprio tempestivamente - ricevuto dal nostro Sindaco risposta in materia.
Ora ciascun cittadino può, sulla base dei dati, trarre un giudizio. |
Signor Sindaco, grazie della replica. E' vero, abbiamo detto - secondo Lei avventatamente
- che l'amianto nell'acqua è cancerogeno. Come avremmo potuto asserire il contrario? La
circolare n. 42 del 1.7.1986 (citata anche da Lei) e ripresa a dalla stessa AUSL
competente in materia dice "E' vietato (non sconsigliato ndr) l'uso di Tubi in
cemento-amianto in presenza di acqua con indice di aggressività inferiore a 12".
Perché il ministero e l'Ausl dicono questo in tono così perentorio? Perché il Ministero
del Lavori Pubblici ha istituito un apposito ufficio guidato dell'architetto Pera, al
quale tutti i comuni devono inviare, in tempi brevi, dettagliate relazioni sul materiale
con il quale sono stati costruiti gli acquedotti cittadini con particolare riferimento
all'amianto? Perché Lei ha emesso le ordinanze? Perché cambiamo le tubature in amianto
del nostro acquedotto entro il 2000 se l'amianto non nuoce alla salute? Da qui nasce la
nostra considerazione!
Insomma se oggi dovessimo scrivere lo stesso articolo ci sentiremmo in coscienza di
ribadire tale affermazione. Viceversa dovremmo giungere alla conclusione che il Ministero,
l'AUSL, e gli Amministratori sono dei visionari o degli iper-apprensivi.
La nostra asserzione di pericolosità dell'amianto nell'acqua, basata sulla
considerazione: "altrimenti perché i tecnici sarebbero allarmati" non è
tendenziosa (a che fine , poi?) ma proprio e solo di buon senso. Non è basata sulle
ricerche mediche, questo è vero, ma sulle conseguenze che da esse hanno tratto le
amministrazioni pubbliche a tutti i livelli.
Perché poi questi enti non si sentano rassicurati dalle prese di posizione, da Lei
citate, dell'O. M. S. non lo sappiamo e la situazione ci pare che abbia nel suo complesso
aspetti un po' contraddittori e, come dire, un po' Kafkiani.
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