La situazione
delle Chiese di Pergola è veramente penosa. A fronte del grande interessamento mostrato
dalle autorità immediatamente dopo il sisma del 26 settembre 1997, fa riscontro un
atteggiamento contraddittorio, che non porta a sperare in un sollecito ripristino della
loro agibilità.
Dopo i primi, immediati interventi, ora tutto è fermo da mesi e, pur essendo notizia
pubblica che le somme per i lavori sono già stanziate, non si vede affatto quell'alacre
impegno che garantisce che le ferite saranno al più presto sanate e che gli attuali
disagi cesseranno assai presto.
E questo è preoccupante, anche perché il 2000 è alle porte e si ha motivo di credere
che, pur essendo Pergola rimasta fuori dei percorsi delle "Vie Romee", non
mancheranno visitatori che giungeranno anche al nostro entroterra.
Non si comprende perché i milioni già stanziati debbano essere spesi giorno per giorno,
inutilmente, per pagare le armature che stanno lì, non utilizzate, all'esterno e
all'interno del Duomo e di S. Francesco, a far triste mostra della nostra italica
insipienza.
Bene ha fatto il Sindaco Conti nell'inviare al nuovo Soprintendente ai Monumenti di
Ancona, la lettera che qui pubblichiamo. |