Torna all'indice! Pagina 14        

Una pagina importante della storia pergolese
BANCA DI CREDITO COOPERATIVO

 

Quando i lettori prenderanno visione di questo articolo l'assemblea dei soci probabilmente avrà già rinnovato i suoi organi istituzionali. "La nostra Valle" ha già puntualmente pubblicato nel numero di marzo la lettera del presidente dott. Marco Battistini, che invita i soci all'assemblea del 25 aprile, con un ordine del giorno particolarmente interessante: l'approvazione del Bilancio 1998 e il rinnovo delle cariche sociali.
L'occasione m'induce ad alcune riflessioni e mi riporta alla memoria tutta la fase storica che sta a monte della fatidica data del 19 giugno del 1966, in cui 198 soci "fondarono" la Cassa Rurale e Artigiana (uso le virgolette poiché non si trattò di una vera e propria fondazione). Alla fine di una lunga es estenuante assemblea, il notaio dott.ssa Cavalaglio rogitò l'atto di trasformazione della locale Cassa Agraria in CASSA RURALE E ARTIGIANA (ora BANCA DI CREDITO COOPERATIVO DI PERGOLA).

Una prima riflessione mi fa rilevare con orgoglio lo sviluppo incredibile che ha avuto questo nostro Istituto locale di credito: basta fare un confronto per misurare le dimensioni dello sviluppo.
Il bilancio del 1966 registrò una massa fiduciaria di £. 145 milioni circa, per un impiego poco superiore agli 80 milioni circa e un utile di esercizio di £. 455.000.
Il bilancio del 1998 riporta questo risultato:
Massa Fiduciaria 202 miliardi _ Impieghi 100 miliardi Patrimonio 26 miliardi
Utile netto di esercizio £. 2.262.000.000
A questo traguardo finanziario è doveroso aggiungere altri traguardi significativi: i Soci da 198 sono diventati oltre 1.100; l'Istituto ha aperto un'agenzia a S.Lorenzo in Campo (1987), a Sassoferrato (1991) e una a Cagli (1994).
Infine, e questo è l'aspetto più significativo poiché risponde alle aspettative dei fondatori, si è fatto promotore e volano di una rinascita socio-economica della zona interessata, nonché mecenate di tutto l'associazionismo e volontariato dei Comuni d'incidenza.
Se si volesse scendere su un piano particolareggiato dei benefici apportati alle nostre comunità da questa Banca, sarebbe necessario l'intero spazio del nostro periodico.
Ritengo che questo non sia necessario, perché anche un cieco dovrebbe vedere le evidenti positività dell'Istituto di Credito Cooperativo pergolese.

La seconda riflessione mi fa ricordare, a quanti non sanno o hanno dimenticato, l'impegno silenzioso e indefesso di quanti, prima del 1966, intuirono ed operarono per raggiungere l'ambizioso obiettivo.
Non tutti sanno che ben due tentativi andarono a vuoto: un primo perché la Banca d'Italia non ritenne sufficiente il rapporto di sottoscrizione tra artigiani e agricoltori. Eccessiva la presenza dei primi.Una seconda volta perché gli agricoltori furono indotti a sottoscrivere una dichiarazione notarile, con la quale respingevano ogni tentativo di trasformazione della Cassa Agraria.
Questi due tentativi furono opera del sottoscritto e del compianto Giuseppe Caprini: questi fu il vero ideatore occulto dell'iniziativa, che si avvalse del mio impegno operativo convinto. Caprini era allora direttore della Cassa Agraria e, ovviamente, non poteva esporsi in prima persona. A questo punto fu risolutiva una mia intuizione: era necessario che l'inizitiva passasse nelle mani di un personaggio ben accetto dal mondo rurale, poiché la mia militanza politica pregiudicava l'adesione degli agricoltori, allora ostili alla riforma mezzadrile in atto. Impiegai del tempo per convincere il dott. Luigi Cini, da poco laureato in giurisprudenza. Infine, pressato dalle mie insistenze, dalla logica stringente delle mie argomentazioni e dai miei appelli alla sua "pergolesità", sposò pienamente l'iniziativa e vi si dedicò con la riservata compostezza che lo contraddistingue, ma anche con la determinazione di chi vuol arrivare ad ogni costo.
Ma c'era da trasformare una Cassa Agraria e nessun caso del genere si era mai verificato in Italia.A questo punto era necessario l'intervento politico romano per rompere le sclerotiche complicità della burocrazia e per respingere il peso d'interessi consolidati. Al riguardo ricordo il viaggio a Roma organizzato dopo un periodo di opportuni contatti e appuntamenti.
Vi parteciparono il sindaco Bucarelli Aldo, il capo dell'opposizione Galliano Binotti e il sottoscritto in qualità di assessore allo sviluppo economico della prima giunta di centrosinistra (DC+PSI+PSDI), insediatasi nel 1965, dopo un ventennio di maggioranza di sinistra (PCI+PSI).
Quel viaggio fu un trionfo, perché ottenemmo la certezza che non ci sarebbero stati ostacoli alla trasformazione della Cassa Agraria.
Oggi tocchiamo con mano l'importanza di quella iniziativa, che a quei tempi sembrava utopistica e constatiamo con soddisfazione quanto d'impensabile abbiano saputo costruire nel breve tempo amministratori dirigenti e quadri impiegatizi.
Non c'è bisogno di scomodare aggettivi per onorare il felice connubio tra capacità amministrative e solidarietà dei cittadini.

peppe lombardi     

Pagina PRECEDENTE

Pagina SUCCESSIVA