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Inizia con questo articolo la collaborazione di Massimo Biagiali con nostro giornale. E' per noi motivo di orgoglio poter annoverare tra le altre firme anche quella di uno stimatissimo professionista ed esperto enogastronomo. Vogliamo inoltre cogliere l'occasione per riconoscere a Massimo un altro merito: quello di essere riuscito a svilluppare nella nostra zona un'azienda oggi conosciuta in Italia e all'estero e, tramite essa, di aver fatto apprezzare a molti le nostre belle cittadine e le nostre tradizioni. Grazie.

 

L'idea è nata in seguito ad un colloquio con un giovane collaboratore de " LA NOSTRA VALLE"; "Il giornalino affronta tanti problemi riguardanti la nostra comunità, c'è anche una rubrica dedicata alla cucina, ma nessuno parla di matrimonio fra cibo e vino e del rapporto dei giovani con il mondo dell'enogastronomia".
L'argomento è ampio e scottante, esistono modi di fare, usanze e credenze che, per quanto valide fossero state negli anni passati, oggi debbono essere messe in discussione perché le esigenze dell'uomo moderno sono cambiate. Sono cambiati il modo di vivere e lavorare e l'alimentazione non può che adeguarsi a questi mutamenti. Porto sempre l'esempio di mio nonno che faceva il muratore e lavorava a Bellisio e Cabernardi, si alzava alle quattro del mattino e raggiungeva il posto di lavoro in bicicletta, dopo otto ore di lavoro manuale e un frugale pranzo portato con la "Guluppa", la sera a tavola sicuramente non calcolava le calorie in eccesso, non credo abbia mai sofferto di colesterolo alto e malattie cardiovascolari. Io che non conduco la stessa vita, non posso alimentarmi alla stessa maniera. Se lo facessi pagherei care le conseguenze, qualcuno sostiene: "perché le cose non sono più genuine come una volta": Niente di più sbagliato, la qualità delle materie prime impiegate in cucina è enormemente aumentata, la tecnologia usata ha enormemente facilitato la preparazione, la sanificazione e la conservazione delle derrate alimentari (pensate ad una cucina prima della scoperta del frigorifero). Ma fermiamoci qui altrimenti rischieremmo di andare fuori dall'argomento centrale.
La cucina italiana è probabilmente la più corteggiata del mondo. Non sto parlando di bontà ma di un dato di marketing che indica il "Food &Wine" italiano in ascesa continua.
Ora non riesco a capire perché le cose simpatiche in Italia "succedono solo da... in una catena di ristoranti americani" e bevendo una famosa bevanda la pizza diventa più grande il panino più lungo e così via. Conclusione , il prodotto italiano è sottovalutato a livello di opinione pubblica, di stampa, di governo e di televisione. Avere un cuoco famoso che insegna a cucinare in televisione non vuol dire che sull'argomento venga fatta un'informazione corretta.
La cucina convoglia in Italia milioni di stranieri che l'associano alle bellezze artistiche e naturali, quindi cucina è anche sinonimo di cultura (e anche di risanamento economico), ma noi italiani riusciamo a far polemica perché il Ministro della cultura rimane a Roma alla serata che premia i migliori cuochi invece di volare a Milano alla prima della Scala. Il grande pubblico non dà importanza alla cultura della cucina. Si parla di arte, musica, affari con competenza, ma la cucina della tradizione è argomento trattato in ambito elitario, quasi una riserva per gourmet, cioè per gente strana capace di fare un viaggio per provare un ristorante, capace di spendere soldi per un formaggio, un salume particolare una marmellata e così via...
E allora? Ognuno con le proprie capacità ma tutti quanti insieme e seriamente cerchiamo di promuovere la conoscenza della cultura gastronomica. La materia è affascinante perché piena di storia, perché si rifà a delle tradizioni e usi che oggi vengono adeguati ma che sono punti di riferimento essenziali. Oggi mancano le scuole, manca un'attenzione governativa, manca in molti casi il pubblico. Bisogna lavorare sui giovani, ed è proprio a loro che cercherò di rivolgermi cercando di accendere la scintilla della curiosità, la speranza è quella di contribuire ad accendere il fuoco del Rinascimento della cucina Italiana. Parlerò di cibo e di vino, come conoscerlo per apprezzarlo, come abbinarlo. Certo l'esempio che viene offerto durante le varie manifestazioni che cercano di promuoverlo, non è dei più edificanti. Il vino è una materia viva e per questo va rispettato e degustato; l'abuso è segno d'ignoranza e debolezza.

Massimo Biagiali      

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