Torna all'indice! Pagina 2       

  Riflessioni...

      di Eugenio Marcucci

 

 L’umanità credeva, con Hitler, d’aver toccato il fondo. Invece sono passati quasi sessant’anni e la storia si ripete. I venti di guerra soffiano lungo le coste adriatiche ed il mare è attraversato a Nord, dai bombardieri diretti verso la Serbia ed a sud, dalle barche con i profughi.
C’è chi teme l’estensione del conflitto. I più anziani non vogliono rivedere scene che credevano seppellite nella memoria. Ma adesso se l’Europa prenderà fuoco non sarà come sessant’anni fa. La potenza distruttrice si è moltiplicata per cento. Per mille, e sarà una catastrofe. Dunque tutti debbono adoperarsi per far tacere le armi raccogliendo l’insistente e accorato appello del Papa.
Pio XII, alla vigilia dello scoppio della II guerra mondiale, pronunciò una frase che è entrata nella storia: "Nulla è perduto con la pace, tutto è perduto con la guerra". Bisognerebbe scolpire queste parole nel marmo e non dimenticarle mai.
Da dieci anni il presidente serbo Milosevic cerca di far sparire la popolazione si origine albanese nella regione del Kosovo. La chiamano pulizia etnica, che è la sistematica uccisione degli uomini seguita dalla distruzione di città e villaggi dai quali la gente è costretta a fuggire.
Chi vive in comode case e mangia tre volte al giorno, chi veste abiti firmati e non si fa mancare i divertimenti, non può capire lo strazio di centinai di migliaia si persone a cui è stato tolto tutto, fuorchè gli occhi per piangere. Le immagini diffuse dalla televisione non rendono pienamente l’idea di quello che sta succedendo. Chi si è spinto in questi giorni fino ai confini del Kosovo per visitare i campi profughi, dice che è molto peggio di quello che appare.
La milizia serba ha spogliato i Kosovari perfino dell’identità distruggendo i registri dello stato civile dei Comuni. Così quelli che potranno tornare, se mai torneranno, non disporranno più nemmeno del nome.
Tutto questo avviene alle soglie del 2000, a due passi da casa nostra.
Come si fa a restare indifferenti ?

Pagina PRECEDENTE

Pagina SUCCESSIVA