Inviluppato in una sua guarnacca
stavasi il cavalier s'una poltrona ,
a ricercar nel Calepin se Ancona
si scrivesse con l'acca o senza l'acca. |
(Belli) |
Ha fumato fin da bambino,
per mimesi.
Quasi tutte le cose di questo mondo s'imparano per mimesi, emulazione o addirittura,
invidia. Accendeva nascostamente, in riva al Rio Freddo, la "sigàra". Era un
pezzo di rametto o di radice svuotata di linfa, avviata a diventare fossile.
Il fumo che gli veniva in bocca era di pessimo gusto: era agliaceo e acre da spellare la
lingua. Però bisognava fumare perché anche i grandi fumavano. Poi alle
"sigàre" sostituì le sigarette. Col crescere, Pietrin prese a fumarne così
tante che il padre si decise a regalargli una pipa. Era una pipa da due soldi, nella quale
fumava tabaccaccio di infima qualità. Quando, imprenditore di successo, si lasciò alle
spalle le ristrettezze economiche, Pietrin non badò più a spese. Acquistò piponi
francesi spaccadenti, schiume del Tanganika, cocci olandesi dal cannello lungo, porcellane
austriache, avori turco-ungheresi e radiche di tutto il mondo.
Fino ad averne le
.rastrelliere piene. Che fanno mostra di sé nel suo salotto,
assieme a libri fastosamente rilegati in pelle con sovrascritte in oro. Che non ha mai
letto e non leggerà mai: servono solo a sbalordire gli ospiti e suscitare l'invidia dei
bibliofili squattrinati. Pietrin, anzi il commendator Pietro Rivalta, acquista tabacco in
tutto il mondo e di ogni tipo: dal tranciato al fleke o navy cut, tagliato a slices o bird
eyes! E fa lo schizzinoso perfino in Carnaby Street, dove da due secoli esiste il
"Paradiso del fumatore".
Ma la pipa non l'ha ancora conquistata, perché non è gente snob: è un rifugio, un'oasi
da meritare. Ed è solo per chi è in pace con sé stesso e con il mondo. Perché, come
scrive Ehrenburg, può essere umile e rozza, oppure ricca e pomposa, di legno prezioso o
di schiuma: essa rappresenta sempre la cara compagna dell'uomo che la fuma, cercando
piacere, conforto, oblìo.
E a lei il grande umorista Jerome dedica i suoi spassosissimi "Pensieri oziosi di un
ozioso". |