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                   a cura di Giuseppe Milito

 

"RITRATTO DELL'ARTISTA DA GIOVANE"

JAMES JOICE (1882 _ 1941)

Chiedo scusa, ma devo tornare alla polemica riguardante Ignazio Silone e la sua presunta collaborazione con il fascismo. Nel numero di febbraio ho parlato di quanto ha scritto un illustre storico (Mauro Canali) convinto sostenitore del "tradimento" dello scrittore, a suo dire impegnato negli anni giovanili a segnalare alla polizia i nomi dei comunisti da mandare in galera.
Per completezza d'informazione devo riferire brevemente anche le contestazioni rivolte a Canali: le prove portate sarebbero confuse e tutt'altro che schiaccianti e quella che poteva sembrare una clamorosa rivelazione rischia di essere una colossale balla cinese.
Lasciamo perdere Silone e dedichiamoci a un altro grandissimo, considerato da molti lo scrittore che più ha contribuito alla nascita della letteratura moderna.
Con il "Ritratto dell'artista da giovane" James Joice ci parla della formazione della personalità di un ragazzo (Stephen Dedalus) che è, in pratica, lo stesso autore.
Il romanzo si apre con il distacco dalla famiglia per il collegio, per poi passare ai problemi familiari che si riflettono in quelli personali di un ragazzo che si sente isolato e avverte i primi turbamenti.
A un certo punto la mente di Stephen è sconvolta dalla sensazione delle pene infernali; quando sta per accettare la proposta di entrare nell'ordine dei Gesuiti la visione di una fanciulla in riva al mare lo rende consapevole della sua missione e lo libera dagli incubi.
Stephen acquista così la consapevolezza di essere un artista la cui personalità si è formata attraverso dure prove e la lealtà verso se stesso, contro tutte le menzogne.

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