Sabato 27 marzo
si è tenuto al Palarossini di Ancona il concerto di Biagio Antonacci. A parte il naturale
senso di euforia e il canto che ti esce spontaneo durante un simile evento, non si può
non scrivere qualche riga sulle canzoni di questo cantautore.
Tra esse troviamo innanzitutto brani rock i cui testi, il ritmo accelerato e il suono duro
delle chitarre elettriche descrivono i disagi del mondo d'oggi: "Liberatemi",
che canta il grido di aiuto di chi si trova in difficoltà e in una situazione di quasi
prigionia, senza magari averne alcuna colpa; "Cattiva che sei", in cui
sono denunziati gli egoismi capaci di mettere in crisi un rapporto di coppia, e tra i
versi della canzone spicca un tagliente "di me non hai pietà"; comunque,
nonostante il male, vi sono segni di speranza dovuti alla capacità di amare che ognuno di
noi ha e che ha il dovere di sfruttare: tutto questo lo troviamo nei motivi "Il
mucchio" e "Non so più a chi credere". L'amore verso l'altro
sesso è poi un sentimento molto ricorrente nelle canzoni di Biagio Antonacci e in
proposito si possono ricordare diversi brani: "Iris", "Mi fai
stare bene" e "Quanto tempo e ancora", tratte dall'ultimo LP;
"Così presto no", incitante ad andare avanti nonostante una storia
andata in fumo; "Se è vero che ci sei", particolarmente suggestiva dal
vivo; "Non parli mai", dedicata a una ragazza apparentemente chiusa, ma
capace di provare profonde sensazioni, per cui il suo silenzio "è come una
canzone, arriva a chi la vuole"; "Prima di tutto" - la mia
preferita - in cui, dopo un bellissimo "dovresti stringermi forte e farmi male",
esprime la necessità del dialogo all'interno della vita di coppia. Da ricordare anche la
struggente "Alessandra" alla quale canta: "E gli esami lo sai non
finiscono mai" e "La tua vita per te resta l'esame più grande".
Il cantautore ha poi ricordato, durante il concerto, il dramma della guerra oltre l'altra
sponda dell'Adriatico, a causa della quale coloro che subiranno di più saranno i bambini,
e ci ha avvertito che far loro del male significa far male a noi stessi, in quanto i figli
rappresentano il nostro futuro: bisognerà certo tenerlo bene presente in un Paese come il
nostro che vanta l'inquietante primato del tasso di natalità più basso del mondo.
Inoltre, Biagio ha trasmesso l'idea - e ciò lo si desume facilmente dai testi delle sue
canzoni - che occorre in questo nostro tempo dare il massimo nell'amare chi ci sta
intorno, anche se questo spesso comporta di essere ricambiati con il minimo.
Fortuna che esiste ancora chi canta certi sentimenti!
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