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SETTANT'ANNI DI MATRIMONIO
                                                  Auguri!

 

Millenovecentoventinove: l'anno del nevone. Il 6 aprile - giornata non propriamente primaverile nella Pieve di San Lorenzo in Campo, alla presenza dell'arciprete don Checco (mons. Francesco Medici), si univano in matrimonio l'allora quasi 25enne Tit' d'Fiurginestra (SAVELLI TITO) e l'allora quasi 21enne Pierina del Cuccino (GIORGI PIERINA).
Piccola curiosità…storica. I neo-sposi non dovettero fare neppure la fatica di recarsi in Comune: da quasi due mesi, infatti, era in vigore il "matrimonio concordatario" (celebrazione religiosa con effetti anche civili).
Oggi, settant'anni dopo, attorno ai due festeggiati si stringono affettuosamente i figli, i nipoti e i pronipoti Jacopo, Nicoletta e Marco (che è oramai un ometto di ben sette mesi).
Tito ha sempre coltivato l'hobby - nei non molti momenti di pausa dal lavoro - della lettura e della composizione di sàtrie: versi in rima, di intonazione giocoso-burlesca, bonariamente canzonatoria (satire, appunto).
Alcuni di questi "scherzi poetici" sono stati pubblicati nel volumetto I poeti dell'eremo; altri sono stati cortesemente ospitati, in tempi diversi, da "La nostra Valle" (firmati col nome di battaglia di Fiurginestra).
La Pierina, donna di fatica, aveva invece l'abitudine _ durante i lavori un po' meno pesanti _ di cantare stornelli e storie: specie di ballate o romanze drammatico-sentimentali, che i cantastorie eseguivano e vendevano nelle fiere e nei mercati in epoca pre_telenovelas.

Riportiamo uno di quegli stornelli imparati da zi' Tresa (1877-1953).
Colomba che sul poggio hai fatto sala,
colomba che nel sasso hai fatto nido,
dammi una penna della tua bell' ala
per scrivere una lettera al mio fido

E quando l'avrò scritta e fatta bella
ti renderò la penna, o palombella.
E quando l'avrò scritta e fatta d'oro,
ti renderò la penna bel tesoro.

                   E quando l'avrò scritta in carta bianca,
                     ti renderò la penna che ti manca.

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