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SCHEDA BIBLICA
a cura di don Ugo Ughi

 

STATE LIETI NEL SIGNORE

"Per me il vivere il vivere è Cristo": così scrive San Paolo nella lettera ai Filippesi, capitolo 1, versetto 21. In Gesù l'apostolo ha trovato il senso e la pienezza della vita; perciò anche la ragione fondamentale della gioia. Nel Signore ci si può rallegrare sempre, perfino nel momento della prova e della sofferenza. Il Signore però deve essere al di sopra di tutto e di tutti: Gesù è l'assoluto, per il quale si deve essere disposti a lasciare ogni cosa, anche le tradizioni religiose e tutte quelle cose alle quali si è particolarmente attaccati, se dovessero essere di impedimento ad un rapporto intimo e pieno con lui. "Quello che poteva essere per me un guadagno, l'ho considerato perdita a motivo di Cristo. Anzi, tutto ormai reputo come perdita di fronte alla sublimità della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore" (Lett. ai Filippesi, cap. 3, vv. 7-8).
Scrivendo così, S. Paolo si riferisce alla sua origine ebraica, al suo fervore religioso, al suo zelo per la legge. "Se qualcuno ritiene di poter confidare nella carne, io più di lui: circonciso l'ottavo giorno, della stirpe d'Israele, della tribù di Beniamino, ebreo da Ebrei, fariseo quanto alla legge; quanto a zelo, persecutore della Chiesa; irreprensibile quanto alla giustizia che deriva dall'ossevanza della legge" (Lettera ai Filippesi, cap. 3, vv. 4-6).
Avrebbe, dunque, l'apostolo tutti i titoli per cui vantarsi; ma la salvezza dell'uomo non dipende da alcune di queste caratteristiche. L'unica "giustizia" che salva è dono e viene dalla fede in Gesù Cristo.
Qui siamo nel cuore dell'esperienza cristiana che non è merito o conquista, ma puro dono che siamo chiamati ad accogliere e ad assecondare.
Le espressioni usate da San Paolo ("perdita", "spazzatura") possono far pensare ad un sentimento di disprezzo nei confronti di tutto quel bagaglio umano e religioso, che aveva ricevuto a motivo della sua nascita e dell'educazione; in realtà non è così. San Paolo vuole semplicemente affermare con forza la necessità della fede in Gesù Cristo, di fronte al quale tutto il resto impallidisce. Ciò che conta è conoscere lui, la potenza della sua risurrezione, la partecipazione alle sue sofferenze, diventandogli conforme nella morte, sperando nella risurrezione (Filippesi, cap. 3, 10.)
Ecco la forte tensione interiore, che coinvolge tutte le fibre dell'anima e che si esprime nelle scelte quotidiane della vita: "Dimentico del passato e proteso verso il futuro, corro verso la meta per arrivare al premio che Dio ci chiama a ricevere lassù, in Cristo Gesù" (Lett. Ai Filippesi, cap. 3, v: 13).
È questa la dinamica della vita cristiana: andare oltre, senza mai accontentarsi del livello raggiunto. La fede viva spinge costantemente in avanti, verso una maturazione sempre più piena, con un forte desiderio di continuo progresso.
"Non che io abbia già conquistato il premio o sia ormai arrivato alla perfezione; solo mi sforzo di correre per conquistarlo, perché anch'io sono stato conquistato da Gesù Cristo" (Lett. ai Filippesi cap. 3, v. 12).
Sono parole che contrastano decisamente con una visione statica del Cristianesimo, con l'arroccamento su pratiche religiose "tradizionali", con la paura di mettersi in discussione e di cercare nuove forme di fedeltà, di testimonianza e di annuncio.
La dinamica della vita cristiana è quella della Pasqua, dell'abbandono di forme obsolete, di superamento di semplici abitudini, dell'uscire da se stessi e da una stanca ripetitività, per entrare nell'atteggiamento della costante ricerca, nel desiderio di riconoscere e di rispondere alle continue sollecitazioni dello Spirito, per prestare attenzione amorosa alle nuove problematiche e alle nuove domande dell'umanità, per lasciarsi guidare da Colui che ha vinto la morte ed è compagno fedele del nostro cammino.
È esemplare la condotta di San Paolo, che, vivendo per Cristo, ha raggiunto una grande libertà interiore e una forte capacità di guardare al futuro con viva speranza.
Le sue energie sono tutte impiegate per aiutare altri a scoprire la bellezza dell'incontro con Cristo e dell'appartenenza gioiosa a lui e al suo amore.

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