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Un Vescovo, un Pastore, un Testimone.

 

Tale è stato l'Arcivescovo di Urbino, S.E. Mons. Donato Bianchi, come ha dimostrato di ritenerlo l'accorrere di gran folla al suo funerale, mercoledì 7 aprile. Erano presenti 150 sacerdoti concelebranti con 14 Vescovi e rappresentanti di ogni ceto sociale.
Lo chiamavano "il Vescovo buono", come Giovanni XXIII, che era chiamato "Papa buono".
Era infatti la bontà la prima sua dote, che subito si percepiva da parte di chi lo frequentava spesso e da parte di chi ha avuto il privilegio di incontrarlo anche per una sola volta.
Dal 1987 ha presieduto la Consulta Nazionale per la Pastorale della Sanità.
I suoi confratelli della C.E.I. hanno potuto constatare, con ammirazione sincera, come il Vescovo Donato ha saputo svolgere questo suo particolare compito, non solo con solerte impegno, competenza e profonda spiritualità, ma anche e soprattutto con la sua personale partecipazione alla scuola del mistero di Cristo crocifisso, durante la sua dolorosa malattia. È stato luminoso esempio di fede, di speranza, di sacrificio, di amore e di sofferta esperienza, per tanti malati da lui avvicinati e per quanti, provati da tante croci nella vita, sono stati da lui paternamente confortati.
Queste brevi considerazioni possono trovare valida conferma anche da un rapido sguardo alla scheda biografica del Vescovo Donato e da quanto emerge dal suo testamento spirituale.
S.E. Mons. Ugo Donato Bianchi è nato il 10 febbraio 1930 a S. Lorenzo di Bascio (PS). Ha frequentato il Ginnasio nel Seminario di Pennabilli, il Liceo nel Seminario di Fano, la Teologia nel Seminario di Roma e ha ottenuto la laurea in Teologia nella Pontificia Università Lateranense.
Fu ordinato sacerdote il 17 aprile 1954 dal Card. Micara, vicario di Roma.
In diocesi ha svolto il suo primo ministero nel Seminario come vice-rettore, esercitando anche le attività pastorali che richiedevano le due parrocchie vicine rimaste senza pastore.
Per 17 anni fu parroco a Macerata Feltria e assistente diocesano di Azione Cattolica, direttore del Centro Volontari della Sofferenza e membro del Consiglio Presbiteriale e Pastorale.
Subì un'operazione grave di trapianto renale per dare un rene al fratello.
Nel 1976 fu nominato parroco a Novafeltria, dove rimase fino al 4 giugno 1977, quando il Santo Padre lo elesse Arcivescovo di Urbino e Vescovo di S. Angelo in Vado e Urbania.
Ricevette la consacrazione episcopale il 3 luglio 1977 a Novafeltria, nel vasto piazzale della cittadina, da S.E. il Card. Pericle Felici che era stato suo direttore spirituale nel Seminario romano.
Ha scritto vari volumi di spiritualità e di teologia pastorale e ogni anno una Lettera pastorale indirizzata alla diocesi. Ha tenuto conferenze in tante città e soprattutto ha predicato un'enorme quantità di esercizi spirituali.
Il 5 aprile 1999, Lunedì dell'Angelo, è morto per leucemia nell'Ospedale Sant'Orsola di Bologna, dopo quindici mesi di malattia, pur con buoni periodi di ripresa. È sepolto nel piccolo cimitero di montagna a Gattara di Casteldelci nel Montefeltro, accanto ai suoi cari.

Don Araldo Angeloni    

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