Ormai tutto si
misura con il denaro. Non conta più chi sei, ma ciò che hai o meglio quanto puoi
spendere. Ed è così in tutti gli ambiti: dai rapporti con lo Stato, che vede nel
cittadino innanzi tutto un contribuente; sino ai rapporti con i sanitari: il cui fine
spesso non è quello di vederti guarito ma di poterti vedere nello studio privato per
"curarti" non la salute ma le 100 o le 200 mila. Più in generale sono così i
rapporti umani, basati sempre più sul poter ottenere dall'incontro qualcosa (business o
privilegi) che sulla voglia di stare insieme.
Viviamo ormai in una società in cui tutto si può vendere e comprare.
Per certi aspetti ciò semplifica le cose. E' infatti difficile misurare amicizia,
affetto, bontà d'animo mentre è semplice dare un valore all'auto, alla casa o al
vestito. Ed è bello poter pensare che un giorno potrai possedere tanti soldi da poter
acquistare tutto, anche l'amicizia di chi oggi non ti degna neppure.
In questo immenso supermarket planetario però c'è qualcosa che non va: l'uomo è sempre
più scontento e, guarda un po', sembra sia più depresso il ricco del povero. Nelle
classi più abbienti cresce il numero degli esaurimenti nervosi, delle anoressie e
pullulano di pazienti gli studi di psichiatri e psicologi. Anche nelle case c'è un
crescente malessere: è in aumento, assieme al numero dei frullatori e dei telefonini
anche il numero delle famiglie che si separa, così come proliferano violenze, uxoricidi
omicidi e quant'altro per togliere di torno vincoli che sembra siano di impedimento al
pieno raggiungimento del sublime edonismo.
Lavoriamo come macchine e nel tempo libero corriamo tutti verso l'isola che non c'è:
pasrtiamo d'inverno per il monte, d'estate verso il mare e a primavera per i tropici.
Quando torniamo dalle ferie i colleghi non ci chiedono come siamo stati ma ci guardano con
ammirazione se solo pronunciamo il nome di un luogo lontano magari accompagnato da una
sigla sciocca: Valtur, Alpitour che non si sa cosa vuol dire ma fa chic, hai speso molto e
quindi sei stato bene.
Vivere però è diventato facile: basta sapere il luogo che va di moda quest'anno, vestire
la maglietta giusta, avere una certa auto, un certo look, un po' di appeal e sei OK. Se
poi nella vita sei una bestia, al lavoro sei un cane, in casa è un casino, l'ignoranza ti
invade e non ti fai il bidè da mesi ciò non importa: questo non si vede e sei lo stesso
un "figo".
In questo contesto non stupisce più nulla: i cantanti fanno i sottosegretari al Governo i
premi nobel presentano Sanremo, i giornalisti fanno le vallette, i bambini morti fanno
spettacolo, e la guerra passa in TV tra uno spot sugli assorbenti ed un programma sulle
barzellette.
Sono esagerato? Forse. Fatto è che c'è da aver la nausea di questa marmellata che da
quanto è dolce è diventata nauseabonda. Fermate il mondo, voglio scendere! Diceva una
gag di qualche anno fa, e a volte sembra di essere arrivati già al capolinea. |