Fra la variegata
e multietnica genia dei seccatori, ci sono le cassandre profetesse di sventure e i
Testimoni di Geova.
E ci sono a pieno titolo, senza ombra di dubbio, gli incontenibili divulgatori di
barzellette, motti di spirito, freddure.
Costoro sono un vero flagello di Dio. Come Attila
E anche uno come Amedeo Battilani, avvezzo da una vita a sopportare gli strali di
un'avversa fortuna con la pazienza di Giobbe, ha visto sgretolarsi, a poco a poco, la sua
pur granitica resistenza.
Del resto "gutta cavat lapidem" ( la goccia scava la pietra), come scrive Ovidio
nelle sue "Epistulae ex Ponto".
Amedeo è un omone di forza pari alla sua mitezza.
Che è straordinaria. Ma ci sono limiti a tutto.
Da anni il nostro uomo si reca puntualmente al lavoro in autocorriera.
E da anni deve sciropparsi, come una medicina sgradevole, la sua dose giornaliera di
barzellette, storielline, giochi di parole e spiritosaggini varie che il logorroico
conducente dell'automezzo, magari completamente ignaro del tedio mortale che sta
provocando, propina inesorabilmente.
L'inizio è sempre lo stesso: "La sai l'ultima?"
Che poi è una barzelletta che tutti hanno sentito raccontare centinaia di volte.
E non fa neanche ridere.
Amedeo non ne può più. Ma come uscirne?
Con la sua indole e le sue idee non può certo usare la forza.
Come, per esempio, un bombardamento "intelligente" del
"barzellettiere".
Oltre tutto sarebbe contro la legge.
Anche se, probabilmente, qualsiasi giudice, considerate tutte le circostanze attenuanti,
lo condannerebbe ad una pena mite.
Magari per eccesso di legittima difesa.
Così il pover'uomo deve prendere l'unica strada rimastagli: licenziarsi dal lavoro.
Tiene famiglia e il futuro è incerto.
Ma di una cosa Amedeo è sicuro: eviterà come la peste i "barzellettieri" di
ogni ordine e grado. |