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C A R M E N  C O N S O L I:
con la chitarra in mano

 

Carmen Consoli è una cantautrice catanese, nata nel 1974, che sin dall'adolescenza ha preso dimestichezza con la chitarra, grazie anche al padre suonatore di questo fantastico strumento.
Negli ultimi anni, Carmen ha raggiunto una rispettabile posizione nel mondo della musica italiana, nella quale si distingue per la delicatezza della voce felicemente coniugata al rock. Il suo debutto è avvenuto tra le "Nuove Proposte" del Festival di Sanremo nel 1996 con il pezzo "Amore di plastica" - contenuto nell'LP "Due Parole" - ed è stato subito un successo nelle
Copertina CDvendite. L'ultimo album di Carmen si intitola "Mediamente isterica" (ne vedete la copertina qui a destra) ed è uscito sul mercato discografico lo scorso autunno.

Fatta questa premessa, il lavoro dell'artista siciliana che ritengo maggiormente riuscito ed originale, sia come testi che come musica, è l'LP "Confusa e felice", interamente composto da lei e pubblicato nel 1997. Esso è stato registrato con strumenti analogici - ormai soppiantati da più sofisticate apparecchiature - capaci di conferire al suono delle chitarre - sia elettriche che acustiche, sia ritmiche che arpeggiate - un affascinante carattere "anni Settanta".
Il brano che ha lanciato l'album "Confusa e felice" è quello che dà il nome allo stesso LP, e che è stato presentato da Carmen a Sanremo '97, un anno dopo il suo esordio; la canzone è stata immeritatamente eliminata, nonostante l'apprezzamento della critica e del pubblico, ma chi si interessa di musica italiana sa bene che il rock, anche quello non duro, non riscuote molto spazio nella massima rassegna canora nazionale.
Il brano "Confusa e felice" è un susseguirsi di cambiamenti d'intensità (dal forte al piano, e viceversa), di gradevolissimi acuti sospirati, ed ha un testo il cui carattere poetico è da tutti i critici riconosciuto. Esso, dichiarava la cantante siciliana a "TV Sorrisi e Canzoni", è stato ispirato da un "dialogo con se stessa davanti al mare"; tuttavia la cantautrice precisava di essere più felice che confusa e che l'improvviso successo aveva suscitato in lei quest'ultimo stato d'animo.
Nello stesso LP troviamo anche altri brani interessanti: "Uguale a ieri", in cui canta il timore di rimanerci, la paura della solitudine, insieme comunque alla coerenza verso se stessa e gli altri espressa dai versi "ora che non ho niente da spiegare, non è rimasto molto da nascondere".
"Diversi", in cui esterna la disponibilità di apertura all'altro, nonostante le difficoltà dovute ad una differente visione della realtà, con le parole "vorrei riuscire a guardare con i tuoi occhi"; la canzone inizia con un profondo arpeggio di due accordi molto comuni come Do maggiore e La minore di settima, facilmente riconoscibili da chi ha conoscenza in materia.
La sopportazione del dolore pervade poi i versi di "Fino all'ultimo" - le cui strofe sono accompagnate da un giro armonico di rara bellezza - e il dominio dell'aggressività è espresso dalle parole "mi hai soltanto strappato un po' di silenzio".
Per concludere, ecco un brano interamente acustico dal titolo misterioso: "Blunotte"; nel contenuto di questo motivo, Carmen esprime le sensazioni di chi crede di essere in uno stato di impotenza o inferiorità di fronte a qualcuno, mentre alla fine arriva a scoprire che proprio l'altra parte è quella più debole. L'inciso di "Blunotte" recita infatti: "E non ho fatto altro che sentirmi sbagliata / ed ho cambiato tutto di me perché non ero abbastanza / ed ho capito soltanto adesso che avevi paura".
A chi non è mai capitato di trovarsi nella stessa imbarazzante situazione?

Marco Cingolani      

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